Il Corsera spaventa il Milan: Li è insolvente

Il Corsera spaventa il Milan: Li è insolvente

Attraverso il sito del Corriere della Sera, nella sua rubrica "Dataroom", Milena Gabanelli, nota giornalista, riferisce che Yonghong Li, presidente del Milan, mentre stava comprando il club di via Aldo Rossi da Finnvest per 740 milioni di euro, è stato condannato a risarcire dei debiti con alcune banche, mettendo all'asta una sua società. Il Corriere della Sera ha infatti effettuato un'inchiesta su Yonghong Li, patron rossonero, inchiesta che ha portato a rivelazioni che hanno del clamoroso. Ci sono un imprenditore, due banche e un tribunale: il cinese è titolare di una holding insolvente, le banche creditrici gli hanno fatto causa e il tribunale ha stabilito che, per saldare i debiti, il patrimonio della holding vada all'asta. Secondo il Corriere la Shenzhen Jie Ande era stata raggiunta da un ordine arrivato dal tribunale del distretto di Futian: "Vendete all'asta il 2 febbraio" perché la holding di Li non aveva restituito un prestito concesso dalla Jiangsu Bank.

E come se non bastasse, quella stessa società - scrive il Corriere - è finita anche nel mirino della China Securities Regulatory Commission, la Consob di Pechino, che ha comunicato l'avvio di indagini per presunti illeciti sul mercato perché l'azienda di Li avrebbe tenuto nascoste per mesi la sentenza e l'insolvenza. Ha barato? E può un oscuro finanziere, sconosciuto in Cina e altrove, che mai si è occupato di calcio neppure a livello amatoriale e che presenta tra i suoi "gioielli" una holding quasi fallita per pochi milioni non restituiti, impegnarsi da solo in un'operazione da un miliardo (campagna acquisti e aumenti di capitali compresi)? Tra gli asset fondamentali, oltre alle famose e fantomatiche miniere di fosfato, c'è anche l'11,39% di Zhuhai Zhongfu, detenuto tramite la cassaforte Jie Ande. Non bisogna essere un banchiere della Rothschild per rispondere che non è possibile. E da Rothschild, dove è vicepresidente della controllata inglese, viene il consigliere di amministrazione del Milan Paolo Scaroni, ex numero uno di Eni ed Enel e buon amico di Berlusconi.