Berlino 2018: la stampa osanna Figlia Mia di Laura Bispuri

Berlino 2018: la stampa osanna Figlia Mia di Laura Bispuri

Simbolo di una complicità nata sul set quello che ha unito Valeria Golino e Alba Rohrwacher, protagoniste del film tutto al femminile "Figlia mia", l'unico in concorso al Festival di Berlino.

Al centro del racconto la storia di Vittoria (Sara Casu, giovanissima interprete di Alghero) che nellestate dei suoi 10 anni scopre di avere due madri: Tina (Valeria Golino), madre amorevole che vive in rapporto simbiotico con la piccola e Angelica (Alba Rohrwacher), una donna fragile e istintiva, dalla vita scombinata. Berlinale. L'accoglienza ricevuta, sia in conferenza stampa sia alla prima serale di ieri 18 febbraio, è stata unanimemente positiva e persino commovente. Venuto meno il patto che le lega sin dalla nascita di Vittoria, le due donne si troveranno a contendersi l'amore di questa bambina. Tina, sposata con il silenzioso Umberto (Michele Carboni), lo farà perché quella creatura la sente sua, il suo naturale prolungamento, l'essere che ha cresciuto; Angelica, invece, perché potrebbe essere il suo riscatto, la sua cura. Nel raccontare la rivalità di due donne, unite dal comune affetto per la figlia, le due attrice hanno espresso la loro soddisfazione per questo progetto: "Ci siamo vicendevolmente sostenute, dicendoci subito la verità, aprendoci senza scrupoli l'un l'altra, mettendoci per così dire a nudo. "Il triangolo teso tra la bambina e le sue due mamme si dispiega su uno scenario interessante: una Sardegna rurale dove alte scogliere e strade sterrate caratterizzano un paesaggio desertico e selvaggio" ha commentato Deborah Young su Hollywood Reporter". Il film italiano in concorso alla 68/a edizione del Festival di Berlino, diretto da Laura Bispuri è ambientato in Sardegna e infonde nella Berlinale tutta la magia dell'Isola. Così, la regista di Vergine giurata, Laura Bispuri, torna a Berlino con il suo secondo lungometraggio.

Una presa di posizione netta quella della giornalista Jessica Kiang, che testimonia il grande successo di critica del film prodotto da Vivo Film e Colorado Film con Rai Cinema con il sostegno di Sardegna Film Commission.