Amazon, il braccialetto proprio non piace qui in Italia

Amazon, il braccialetto proprio non piace qui in Italia

Intanto la polemica politica sull'immagine che la questione dei braccialetti ha improvvisamente acceso sugli schermi della società italiana continua: perché è stata un'immagine inquietante, di moderni schiavi legati da catene elettroniche.

Insomma avrete capito che questo progetto di concreto ha ancora ben poco, ma, in un periodo di campagna elettorale, qualunque notizia che possa sembrare controversa viene subito enfatizzata e sfruttata per aggiungere alla propria cerchia di elettori un numero maggiore di individui; solo il tempo ci dirà se effettivamente questi braccialetti (se e quando verranno sviluppati) siano una "disfunzione della democrazia" oppure una semplice conseguenza dello sviluppo di un grande azienda come Amazon.

Facciamola breve: cos'è questa storia che Amazon, il colosso dell' e-commerce mondiale, vorrebbe costringere i propri dipendenti ad indossare un braccialetto elettronico, rendendoli così prigionieri del proprio lavoro, controllando ogni loro movimento e catapultandoli direttamente in una società distopica di orwelliana memoria? "Ogni giorno, in aziende in tutto il mondo, i dipendenti utilizzano scanner palmari per il controllo dell'inventario e per spedire gli ordini. Tutte le tecnologie che abbiamo implementato fino a oggi - conclude la nota - hanno contribuito al miglioramento delle condizioni di lavoro nei nostri centri di distribuzione".

Secondo i documenti ufficiali del brevetto, portati alla luce da Geekwire, questi braccialetti sembrano davvero aprire le porte al lavoro del futuro.

Ma veniamo al sodo; ieri sera De Benedetti ha affermato che il clamore che c'è stato e c'è tuttora sulla vicenda è un frutto avvelenato del clima anti industrialista che vige in tutta Europa e in Italia, naturalmente, in particolare, e che insomma noi europei siamo "invidiosi" che negli Usa le cose marcino diversamente e che il braccialetto lì magari è visto come una buona innovazione che aiuti nel lavoro gli operai. Così il Garante della privacy Antonello Soro a Radio Radicale.

JOBS ACT. Intanto, il Movimento 5 Stelle va all'attacco di governo e maggioranza: "Quando si discutevano i decreti attuativi del Jobs act fummo coloro che protestarono in maniera più vivace contro i metodi invasivi di controllo a distanza che il governo Renzi stava mettendo a punto".

Inoltre, prosegue la nota, "la disposizione ha previsto che, in ogni caso, questi strumenti possano essere adottati esclusivamente previo accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato territoriale del Lavoro o del Ministero". Tuttavia la possibilità di essere costantemente monitorati non alletta di certo i lavoratori Amazon.