Tunisia, terza notte di scontri. Effettuati 500 arresti

Tunisia, terza notte di scontri. Effettuati 500 arresti

Ed a proposito di politica, il Fronte popolare tunisino, principale partito di opposizione, ha chiesto l'abrogazione della "ingiusta" legge di bilancio del 2018 (che prevede l'aumento dei prezzi di vari beni che, insieme alla crisi del turismo data dagli attacchi islamisti, alla diminuzione progressiva di investimenti stranieri e ad un conseguente aumento della disoccupazione soprattutto giovanile, ha acceso le proteste) e ha avvisato tra l'altro che fino a quando non verrà dato seguito a quanto richiesto, le proteste continueranno.

Negli scontri di martedÌ notte sono state arrestate 237 persone, ma non è stato un deterrente per i giovani che protestano contro caro vita, nuove tasse e repressione. Le unità dell'esercito hanno affiancato le forze di polizia in molte città del Paese per reprimere la rivolta. La polizia ha risposto lanciando gas lacrimogeni. In diverse città del Paese si sono registrati scontri, sassaiole, blocchi stradali e pneumatici bruciati. Alla fine di agosto l'esercito effettuò un'imponente operazione antiterrorismo durata giorni, dopo un'imboscata di matrice jihadista sul monte Sammmama contro una pattuglia militare.

Gruppi di manifestanti violenti hanno distrutto e incendiato il distretto della sicurezza a Thala e tentato di saccheggiare un centro commerciale a Ezzahra. Il premier tunisino, Chahed, ha detto che le violenze sono dirette da reti criminali di corrotti e contrabbandieri che agiscono nell'interesse di alcune parti politiche.

In mattinata il portavoce del ministero dell'Interno di Tunisi, Khalifa Chibani, ha riferito che finora si registrano 328 persone arrestate, oltre che 21 agenti di polizia feriti e 10 autoveicoli delle forze dell'ordine danneggiati. La Tunisia è l'unica storia di successo della Primavera araba grazie alla sua transizione democratica, ma rimane bloccata dalla lentezza economica e sociale.