Trump annuncia i nuovi dazi per il fotovoltaico cinese

Trump annuncia i nuovi dazi per il fotovoltaico cinese

La decisione è stata annunciata oggi ed ha scatenato, come era prevedibile, l'immediata reazione di Pechino e di Seul, i principali esportatori di questi beni sul mercato Usa e che ora vedono i propri interessi fortemente minacciati.

"L'azione del presidente chiarisce ancora una volta che l'amministrazione Trump difende sempre i lavoratori, gli agricoltori, gli allevatori e le aziende americane", ha detto in una nota il rappresentante del commercio degli Usa, Robert Lighthizer.

Donald Trump lancia la guerra sui dazi e un chiaro monito non solo alla Cina e alla Corea del Sud ma anche all'Europa e al mondo intero: sull'America First la Casa Bianca non ha intenzione di fare sconti a nessuno, a partire dal fronte commerciale. Allo stesso tempo le tariffe saranno combinate con un numero massimo di ingressi di lavatrici cinesi. Per i pannelli solari l'aliquota rimarrà invece costante al 30% per i prossimi quattro anni.

La notizia è stata accolta in modo positivo dall'industria americana. Abigail Ross Hopper, la presidente dell'associazione dei produttori, la Solar energy industries association, osserva in una dichiarazione riportata dal New York Times: "I dazi causeranno una crisi in una parte della nostra economia che si sta sviluppando velocemente". Pensare d'altronde che una competizione possa considerarsi onesta quando gli attori in gioco soggiacciono a regole - contratti di lavoro, tassazione, politica monetaria - fra loro spesso agli antipodi (pensiamo ad esempio alla sopravvalutazione dell'euro rispetto invece alla costante svalutazione operata della Cina) significa avete un'idea quantomeno fuori fase dei rapporti economici. L'appello al presidente Trump e' stato raccolto con la decisione di imporre per i prossimi tre anni tariffe fino al 50% sulle lavatrici importate (20% fino a 1,2 milioni di pezzi), scatenando l'ira di colossi come LG Electronics e Samsung che promettono battaglia. La decisione degli Stati Uniti, sostiene il capo dell'Ufficio per le indagini e i rimedi commerciali del ministero del Commercio di Pechino, Wang Hejun, "e' un abuso di ricorsi ai rimedi commerciali e la Cina esprime forte insoddisfazione" a riguardo.

Protesta anche la Corea del Sud. In particolare Seul ha annunciato un ricorso all'Organizzazione Mondiale del Commercio.