Scandalo scontrini, l'ex sindaco Marino condannato a due anni per peculato

Scandalo scontrini, l'ex sindaco Marino condannato a due anni per peculato

L'ex sindaco di Roma, Ignazio Marino è stato condannato a due anni di reclusione per peculato per la vicenda degli scontrini. Anche perché Marino è stato condannato dalla Corte di Appello di Roma anche al risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Roma, "che si era costituito parte civile, risarcimento che sarà liquidato in separata sede di fronte al tribunale civile". Per l'ex sindaco il procuratore generale Vincenzo Saveriano nella scorsa udienza aveva sollecitato una condanna a due anni e 6 mesi per le accuse di peculato e falso in relazione al caso scontrini e la conferma dell'assoluzione per l'accusa di truffa per le consulenze della Onlus Imagine.

La procura ritiene che 26 su 54 cene fossero in giorni prefestivi o festivi, quindi al di fuori degli impegni istituzionali. In altre parole, Marino avrebbe usato la carta di credito del comune per pagare alcune sue cene personali. L'ex primo cittadino di Roma risponde di peculato e falso. I giudici hanno, inoltre, interdetto l'ex sindaco dai pubblici uffici per la durata della pena.

Un contrasto deflagrato con le dimissioni in massa dei consiglieri democratici che hanno portato alla decadenza dell'ex sindaco a metà del suo mandato. Per il penalista "si ha l'impressione, leggendo l'atto di appello, che la procura consideri il sindaco della Capitale d'Italia, una sorta burocrate che lavora a tempo per cene".

Sulla nuova condanna ancora nessun commento da parte dell'ex sindaco di Roma. La corte ha fatto cadere alcune contestazioni dopo la presentazione di documenti. Con il mio assistito ricorrerò in Cassazione confidando in una valutazione aliena da sospetti di natura politica. Anche Ignazio Marino commenta la sentenza in una nota: "La Corte di Appello di Roma oggi condanna l'intera attivita' di rappresentanza del sindaco della Città Eterna". In pratica i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il Sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati.

"Un dato- aggiunge Marino- che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare".