San Ferdinando, inferno in tendopoli: un morto e due feriti

San Ferdinando, inferno in tendopoli: un morto e due feriti

Diverse persone sono state invece trasportate in ospedale per ustioni più o meno gravi e per intossicazione da fumo.

Sul luogo della tragedia si sono precipitati carabinieri, polizia di stato e vigili del fuoco, per indagare sulle dinamiche dell'incendio. Sulle cause del rogo sono in corso accertamenti. Da qui l'ipotesi che la causa delle fiamme sia stata accidentale e non di natura dolosa.

Non rimangono che macerie della tendopoli di San Ferdinando, divorata questa notte da un incendio, che ha ucciso una donna di 30 anni e ne ha ferite gravemente altre due.

A Reggio Calabria è in corso una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocata d'urgenza dal prefetto, Michele Di Bari, per esaminare la situazione e predisporre la misure necessarie per il superamento dell'emergenza che si é determinata. Non é escluso, in particolare, che le fiamme abbiano avuto origine da un fuoco acceso dai migranti per riscaldarsi. Nell'accampamento, malgrado sia stata realizzata da tempo una nuova struttura per l'accoglienza dei migranti dove già vivono 500 persone, c'erano ancora oltre 1'000 persone in condizioni igieniche e logistiche estremamente precarie.

I primi 90 migranti sono stati trasferiti all'area della nuova tendopoli. Un anno fa, il 23 gennaio del 2017, la tendopoli era stata interessata da un altro rogo. Ed il mese prima, il 7 dicembre 2016, altri due migranti erano rimasti lievemente feriti nell'incendio della baracca in cui dormivano. La conseguenza che ne deriva è la condizione di sovraffollamento della tendopoli, con i rischi che ne conseguono di cui l'incendio della scorsa notte è la dimostrazione. Sul posto anche la Protezione civile regionale che sta provvedendo all'installazione di una tensostruttura in grado di ospitare fino a seicento persone. "Stiamo allestendo, inoltre, una cucina da campo per assicurare già oggi un pasto caldo a tutti".