Sacchetti bio anche per l'ortofrutta, la novità dell'anno nuovo

Sacchetti bio anche per l'ortofrutta, la novità dell'anno nuovo

Una novità che in molti non perdono tempo ad annunciare come l'ennesima stangata per i consumatori, ma vero è che almeno la novità consentirà il ricorso a sporte riutilizzabili come stanno facendo in altri Paesi.

Il 2018 si è aperto con una importante novità: dal 1 gennaio sono al bando i sacchetti di plastica leggeri e ultraleggeri utilizzati per imbustare frutta e verdura, carne, pesce, affettati; al loro posto ci saranno shopper biodegradabili e compostabili ma saranno a pagamento.

Così come gli shopper per asporto merci, le nuove buste non potranno essere distribuite gratuitamente e il prezzo di vendita risulterà necessariamente sullo scontrino o sulla fattura di acquisto. Chi non rispetta la nuova legge sarà punito con multe dai 2.500 a 25 mila euro. Assobioplastiche ricorda che il consumo di buste si aggira tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi all'anno.

Sul pagamento di questi sacchetti si è subito aperta la polemica. Ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c'è stata una riduzione nell'uso di sacchetti del 55%. Su scala mediterranea, la messa al bando degli shopper non compostabili è attiva in Italia, Francia e Marocco.

Ad accogliere i timori dei consumatori ci pensa il Codacons, che senza mezzi termini parla di una "tassa sulla spesa".

I sacchetti della spesa all'interno dei supermercati devono soddisfare una serie di parametri a livello internazionale, che riguardano per esempio lo spessore o la composizione e le percentuali di materiale rinnovabile del quale sono composti, quest'ultima deve essere infatti pari ad una percentuale del 40. Si tratta, spiega il presidente Carlo Rienzi, "di una vera e propria tassa occulta a danno dei cittadini italiani che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell'ambiente". Decisamente più moderati, invece, i toni di Legambiente.

"L'innovazione - dichiara il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani - ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purchè sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta".