Rigopiano: oggi un anno dalla tragedia in cui morì anche Stefano Feniello

Rigopiano: oggi un anno dalla tragedia in cui morì anche Stefano Feniello

Tradotto in soldoni significa che viene pagato uno studio, per il quale sono richiesti 3 anni, che non considera come prima necessità l'individuazione dei punti sensibili, quale era l'Hotel Rigopiano, in considerazione del valore esposto, ossia la vita umana, ma una mappatura che include un'area molto più ampia, come ad intendere che l'emergenza richiamata pesantemente dalla tragedia di un anno fa possa consentirsi tempi di attesa enormi.

Mattarella, ferita profonda per Paese intero "Ad un anno dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano, profonda ferita per la comunità coinvolta e per il Paese intero, desidero rivolgere un commosso pensiero alle vittime e rinnovare la mia solidale vicinanza ai loro familiari e ai superstiti", ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in una nota. Un dramma che si aggiunge alle (troppe) calamità che hanno colpito la nostra regione.

Quella disastrosa valanga provocò 29 vittime, la più grave tragedia causata da una valanga dal 1916 in Italia e dal 1999 in Europa. L'uomo, pieno di dolore e rabbia, esce fuori dall'ospedale e racconta quello che sta accadendo ai giornalisti.

Sono 23 gli indagati nell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano.

"Chissà quante volte in quest'anno vi siete ripetuti 'ma perché quella valanga nessuno l'ha fermata?".

Il cuoco Giampero Parete e il manutentore Fabio Salzetta si erano miracolosamente salvati scampando alla valanga ma per oltre 120 minuti lottarono strenuamente al telefono per essere creduti. "Ci siamo resi conto che era una di quelle situazioni nelle quali non sai davvero come operare".

Mancano pochi minuti alle 17 di mercoledì 18 gennaio 2017 quando una valanga di neve e detriti si stacca dal Monte Siella e travolge l'hotel Rigopiano, a Farindola, un resort di lusso con spa a 1200 metri sul versante pescarese del Gran Sasso.

Ci sono le criticità sul versante vestino della provincia di Pescara, Chieti sommersa dalla neve con i militari impegnati ad aprire i varchi nel centro storico, un supermercato crollato a Penne, le utenze disalimentate nel Teramano. Non c'erano turbine capaci di liberare le strade dalla neve.

"Sono rimasto disgustato soprattutto dalle telefonate di D'Incecco". E ancora non vuole smettere di raccontare come ci si sente di fronte a una persona, una rappresentate dello stato che fa il nome di tuo figlio, che dice che tuo figlio è tra i superstiti e che poi invece non ha il coraggio di dire che era stato tutto un errore. Il terremoto e la neve. Quasi certamente non sarà possibile, ma tutti gli indagati sono stati ascoltati prima di Natale e dunque si slitterà solo di qualche settimana.

Gli esperti hanno stabilito che "l'analisi morfometrica sin qui svolta e la comparazione di diverse riprese aeree fotografiche, che coprono il periodo tra il 1945 e l'attuale, consentono di confermare la presenza di due conoidi miste i cui agenti morfogenetici e deposizionali sono ascrivibili, con sicurezza, ai processi gravitativi di versante (colate detritiche, valanghe, processi eluvio-colluviali e frane di crollo)". Lo sa bene Mario Tinari, papà di Jessica, estetista 24enne di Vasto, deceduta sotto le macerie dell'albergo, dove era in vacanza con il fidanzato Marco Tanda, morto anche lui. Ma non solo: in una stalla ci sarà anche spazio per una postazione-laboratorio e ci sono progetti per far ingrandire questo luogo votato al pecorino abruzzese.