Regione Lombardia, Maroni conferma: "Non mi ricandido"

Regione Lombardia, Maroni conferma:

Il nome circolato già ieri è quello di Attilio Fontana, leghista, ex sindaco di Varese e in passato già presidente del Consiglio regionale lombardo.

Durante il pranzo domenicale post Befana ad Arcore tra i tre leader Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, logico che si sarà discusso molto anche di questo dietrofront del governatore leghista. Sui due candidati in corsa, Rosato osserva: "Parliamo di due amministratori, Giorgio Gori e Nicola Zingaretti, con cui la sinistra ha sempre governato".

Onorevole Paolo Grimoldi, segretario della Lega in Lombardia, l'ha sorpresa il passo indietro di Roberto Maroni o se lo aspettava? Non andrò in pensione - spiega - ma sono naturalmente a disposizione per il futuro. Nel 2015 Fontana si definì "preoccupato" per l'arrivo di una decina di richiedenti asilo in città: "Siamo invasi, sono come delle truppe che non trovano resistenza alcuna", disse alla Provincia di Varese. Una decisione presa su base di valutazione personali, che non c'entrano con motivi di salute, per la quale chiedo a tutti il rispetto. Con la politica ho una lunga storia d'amore lunga un quarto di secolo ricca di passione. Salvini ha inoltre affermato che "già oggi ci sarà il nome" del nuovo candidato.

L'autonomia, ha aggiunto Maroni, "è la sfida conclusiva del mio mandato che si concluderà il 4 marzo, una sfida che voglio vincere: il 22 ottobre è stato un referendum storico, una sfida epocale". Rispondendo alle domande dei cronisti, il governatore ha lasciato aperto uno spiraglio aperto per una sua eventuale candidatura alle Politiche: "Sono a disposizione se qualcuno dovesse pensare che possa essere utile". "Ho una sola preoccupazione: che possa assumere un incarico di governo il candidato dei Cinque Stelle Di Maio, perché so cosa vuol dire governare - ha tenuto a precisare -". "Il Jobs act ha dato solo una spinta provvisoria ai contratti a termine, tanto e' vero che otto contratti su dieci sono a tempo determinato". "Di Maio per me è la Raggi al cubo e il rischio è che l'Italia finisca come 'Spelacchio'". Non ha ancora deciso del tutto, ma non pensa di ricandidarsi.