Raggi choc chiede il giudizio immediato. "Processatemi subito"

Raggi choc chiede il giudizio immediato.

Quel che temeva il M5S - Virginia Raggi a processo in piena campagna elettorale per le politiche - si è avverato.

Roma, 3 gen. (askanews) - "Noi come sempre manteniamo il nostro garantismo e aspettiamo le sentenze prima di giudicare gli altri". Il 28 settembre scorso il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Francesco Dall'Olio hanno chiesto il rinvio a giudizio della sindaca per falso ideologico: in sostanza Raggi in una memoria all'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) aveva sostenuto che Raffaele Marra - all'epoca capo del personale del Comune di Roma - non aveva svolto alcun ruolo attivo nella nomina del fratello Renato, dirigente della Polizia municipale, alla guida della Direzione Turismo. Bene, ha fatto bene. Non chiediamo le dimissioni nemmeno a chi viene processato. Sulla questione immondizia, poi, Renzi spiega: "Per evitare che Roma sia sommersa dai rifiuti - vista l'incapacità della giunta della Capitale - l'Emilia Romagna si farà carico del problema per un periodo speriamo limitato".

In tal modo la sindaca ottiene un indubbio vantaggio politico: scavalla le elezioni del 4 marzo, evitando di presentarsi alla sbarra come imputata, circostanza che avrebbe finito per danneggiare la corsa alla premiership di Luigi Di Maio; può rivendicare di essere stata lei a chiedere il processo, perché convinta della sua innocenza.

Con la richiesta del rito immediato, quindi si salta la fase dell'udienza preliminare fissata per il 9 gennaio e durante la quale il giudice avrebbe confermato la richiesta del pm e rinviato a giudizio la sindaca oppure archiviato l'accusa del pm che ha svolto le indagini. La prossima udienza davanti al collegio penale che dovrà giudicarla, infatti, non si terrà prima della tarda primavera.

Il prossimo 9 gennaio verrà deciso il destino processuale di Raffaele Marra, anche lui indagato in relazione alla nomina del fratello Renato capo del Dipartimento Turismo del Campidoglio.

"Desidero che sia accertata quanto prima la verità giuridica dei fatti", ha scritto Raggi in un post su Facebook.

La prima cittadina capitolina si è detta "certa" della sua "innocenza" e non vuole sottrarsi "ad alcun giudizio".