Pfizer abbandona la ricerca contro Alzheimer e Parkinson: risultati troppo scarsi

Pfizer abbandona la ricerca contro Alzheimer e Parkinson: risultati troppo scarsi

La malattia di Alzheimer invece colpisce la memoria e le funzioni cognitive, si ripercuote sulla capacità di parlare e di pensare ma può causare anche altri problemi fra cui stati di confusione, cambiamenti di umore e disorientamento spazio-temporale. Dopo l'addio di Merck, anche Pfizer ha annunciato l'abbandono della ricerca di medicinali. L'azienda negli ultimi anni aveva investito parecchie risorse alla ricerca di una possibile cura contro le due malattie neurologiche più temute: Parkinson e Alzheimer. Gli investimenti profusi non sono stati sufficienti per entrambe le patologie a ottenere risultati degni di nota.

E a poco servono le rassicurazioni di Pfizer, che continuerà a produrre solo farmaci anti-dolore. Nello specifico l'azienda farmaceutica ha reso noto che provvederà al licenziamento di 300 dipendenti che lavorano nel settore neuroscienze nei centri di ricerca in Massachusettes e in Connecticut.

Ma non dobbiamo temere: Pfizer ha dichiarato che non rinuncerà totalmente alla lotta contro le malattie neurodegenerative. Alla fine dello scorso anno, un farmaco anticorpo infuso nei corpi dei pazienti, prodotto da Eli Lilly, non ha avuto un effetto significativo sulla malattia. In precedenza, nel 2012, anche un farmaco messo a punto dalla stessa Pfizer, in joint venture con Johnson & Johnson ed Elan Pharmaceuticals, simile al farmaco Lilly, aveva fallito il suo scopo.

Purtroppo, non sono disponibili cure farmacologiche risolutive e l'assistenza grava per l'80 % dei casi sulla famiglia che deve dedicare l'intera giornata alla gestione del malato pagando un importante prezzo sia in termini di stress psicologico che in termini economici. La ricerca indica infatti che la malattia è strettamente associata a placche amiloidi e ammassi neurofibrillari riscontrati nel cervello, ma non è nota la causa prima di tale degenerazione.