La stangata contro le sigarette elettroniche: ecco gli aumenti record

La stangata contro le sigarette elettroniche: ecco gli aumenti record

Inutile dire che, questi provvedimenti, andranno a colpire un settore che genera un giro d'affari di 300 milioni di euro l'anno, coinvolge circa 3500 operatori e con almeno 30.000 dipendenti. Per capirci, un fumatore il 2 gennaio si è trovato a sborsare 7,50 euro per la boccetta che fino al 31 dicembre aveva comprato a 2,50 euro. Un duro colpo per i produttori per i quali si spegne anche la speranza di uno sconto sulle pretese del Fisco relative al pregresso, quando dal Tar - dopo tre anni di battaglie legali - avevano ottenuto una sospensiva degli atti basati sull'equivalenza impositiva dei liquidi di inalazione rispetto alle "bionde". Insomma, non solo aumento di luce e gas, o il pagamento delle buste biodegradabili di frutta e verdura, gli italiani devono fare i conti anche con l'aumento del costo della sigaretta elettronica.

La normativa ha anche vietato la vendita online dei fluidi per impedire l'arrivo di sostanze non controllate, soprattutto dalla Cina, con sanzioni per i contravventori fino a 40 mila euro, ma ha consentito la vendita delle sigarette.

La decisione dell'Esecutivo di aumentare notevolmente i prezzi dei liquidi delle sigarette elettroniche deriva dal fatto che il DL Fiscale n. 148/2017, modificando alcuni commi dell'articolo 62 quater del decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995, ha imposto la tassazione anche sulle e-cig. E come ciliegina, tutti i produttori di liquidi dovranno pagare le tasse arretrate. "Gli aromi e la glicerina non hanno limiti se vengono commercializzate nelle gastronomie, nelle pasticcerie o nelle erboristerie". Linda Bauld, professore di politica sanitaria presso l'Università di Stirling e vicedirettore del Centro britannico per gli studi sul tabacco e l'alcol ha scritto sul Guardian: "Le sigarette elettroniche sono meno dannose del fumo perché non contengono tabacco".

Il Governo, secondo questa categoria, avrebbe dovuto favorire la vendita delle e-cig come è successo in altri Paesi europei tra cui la Gran Bretagna, dove il Sistema Sanitario Nazionale fornisce direttamente ai cittadini le sigarette elettroniche. "Sebbene non penso che disponiamo di informazioni sufficienti sui potenziali effetti a lungo termine del vaping per quantificare il rischio rispetto al fumo di sigarette".

Molti consumatori si stanno affrettando quindi a fare scorta di questi liquidi, che però non possono più essere venduti online in Italia.

Non mancano tuttavia critiche e da più fronti si ipotizza che l'obiettivo principale del Governo sia quello di "compensare" in tal modo i mancati introiti delle tasse sulle sigarette tradizionali.