La guerra fra Berlusconi e Salvini è cominciata

La guerra fra Berlusconi e Salvini è cominciata

Quanto alla Lombardia, "stiamo valutando la proposta della Lega, anche sondaggi alla mano, per la candidatura di Attilio Fontana, che da sindaco di Varese è stato un apprezzato amministratore".

Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, ha scherzato così oggi parlando con alcuni cronisti al termine dell'incontro al ministero degli Affari regionali: "Ho sentito di questo accordo segreto che ci sarebbe tra me e Berlusconi". Di fatto, invece, mi sembra stia avvenendo questo.

Ma in questi anni dove è stato, dove ha vissuto, in che partito pensava di militare? Ha insistito: "Confermo che non mi ricandiderò: è una decisione che ho preso in piena autonomia, una decisione personale, condivisa tempo fa con Salvini e Berlusconi". Berlusconi ha anche detto, a proposito di Maroni, che si era "messo a disposizione", che "è impensabile che si possano ipotizzare per lui dei ruoli politici e tantomeno nel governo". "Ora Salvini sta facendo la stessa cosa con Maroni, tipo Bruto con Giulio Cesare". "Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo è la malattia infantile della politica". Ricordate? L'estremismo è la malattia infantile del comunismo.

"Maroni ha fatto una scelta personale e va rispettato - ha aggiunto Tosi - La risposta di Salvini alla scelta di Maroni è inaccettabile". No perché mentre il segretario del Carroccio recita il suo tradizionale ruolo di agit-prop sciorinando gli arcinoti cavalli di battaglia della casa, l'abolizione della Fornero in primis, Maroni sembra un lord della camera alta. "Non è certo la prima volta che succede (anzi purtroppo il boicottaggio è sistematico) - prosegue ancora Fava - però resta l'amarezza di dover constatare che ormai in quel che resta della Lega non esiste nessun rispetto per chi rappresenta la minoranza interna sancita dal regolamento".