Gasolio non raffinato distribuito nel Salento: danni al motore per molti automobilisti

Gasolio non raffinato distribuito nel Salento: danni al motore per molti automobilisti

Si sarebbero verificati difetti alle pompe di gasolio e agli iniettori con arresto improvviso di numerosi veicoli. Proprio nella giornata di mercoledì, Giovanni D'Agata presidente dello sportello dei diritti aveva lanciato l'allarme ed a distanza di 24 ore pare abbia depositato un esposto presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce per denunciare l'accaduto. "Ovviamente la nostra associazione sta raccogliendo le segnalazioni in merito, al fine di poter procedere con tutte le opportune azioni a tutela degli automobilisti danneggiati affinché si vedano completamente risarciti dai pregiudizi subiti per il prodotto difettoso distribuito alle pompe".

Fra gli automobilisti, stando al parere del numero uno dello Sportello dei Diritti, c'è un palese malcontento, visto che molti residenti di Brindisi, Taranto e Lecce avrebbero avuto tangenti danni alle proprie macchine, secondo loro per via dal gasolio non raffinato come dovuto, con provenienza dalla raffineria di Taranto: numerosi i danni denunciati, presentatesi quasi sempre dopo aver fatto rifornimento di gasolio.

Il "putiferio" è scoppiato nei giorni scorsi interessando tanto la provincia di Lecce quanto quelle di Brindisi e di Taranto, dove decine e decine di malcapitati automobilisti - tra cui anche mezzi di soccorso e di trasporto pubblico - hanno dovuto fare i conti con i danni al motore e agli iniettori, causati verosimilmente dal gasolio non correttamente raffinato, distribuito in moltissime pompe delle tre province e che proverrebbe da una raffineria di Taranto.

L'entità dei danni riportati, si aggirerebbe sui 1500 euro per automobilista.

Eni conferma che il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Dal canto suo l'associazione attraverso i suoi collaboratori ha avviato una "class action" per tutelare i cittadini al fine di ottenere il più ampio ristoro dei danni patiti. Il risultato dell'operazione è stata l'erogazione di un prodotto inidoneo alla carburazione. "Sono tuttora in corso - spiega l'azienda - approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti".