Elezioni Regionali, il no di Maroni. Alfieri (Pd):"Scontro di potere"

Elezioni Regionali, il no di Maroni. Alfieri (Pd):

A proposito del candidato del sindaco di Bergamo ha invece affermato: "Con Gori in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche". Ma il "niet" a Gori alza la tensione a sinistra. Il "no" in Lombardia era nell'aria.

Gori "si appella al centrosinistra che è una categoria dello spirito in questo Paese, e non della politica". Ho avuto un mandato preciso che cercherò di svolgere nel modo migliore incontrando il presidente Zingaretti. "A maggior ragione ora che lo sfidante è cambiato e che è meno conosciuto del precedente". Nella corsa al Pirellone, dunque, la sinistra si presenterà divisa. E già di primo mattino non si è mostrato affatto ottimista su un'intesa con gli ex compagni di partito: "Se c'è l'alleanza è un fatto positivo. Siamo convinti che questo impegno, che parte da lontano, farà la differenza". Dopo un affondo a Roma sulla gestione del Campidoglio, dal Piemonte il premier ha suonato la carica di una sinistra che, al governo, può vantare risultati "straordinari" sull'immigrazione e nell'aver "portato il Paese fuori dalla crisi". Poi ha continuato: "Dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri". Lui ha detto che spera che l'assemblea prenda la decisione giusta. A partire dai risultati raggiunti.

Così Giorgio Gori (Pd), dalle colonne di Democratica, auspica un accordo elettorale con Liberi e Uguali per l'elezione alla Regione Lombardia, che replica invece che "non ci sono le condizioni politiche per riaprire" con il Pd. Rosati, 54 anni, è stato Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano, nel febbraio del 2013 è stato eletto consigliere regionale ed membro della IV Commissione (Attività produttive), della V Commissione (Territorio e Infrastrutture) e della Commissione Speciale "Rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Province Autonome".