Ecco come si alimentano i tumori: scoperta rivoluzionaria

Ecco come si alimentano i tumori: scoperta rivoluzionaria

Il traguardo odierno, oltretutto, è stato preceduto da un primo step: in uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2012, lo stesso gruppo di ricercatori aveva scoperto la fusione di FGFR3 e TACC3 come causa del 3% dei casi di glioblastoma. Dopo cinque anni arriva la conferma, questa proteina è quella che scatena la maggior parte dei tumori e di conseguenza, nel momento in cui viene meno, il tumore si ferma, regredisce e 'affamato' non può più crescere. Poi di nuovo sotto i riflettori a luglio 2017 per l'annuncio della malattia del senatore repubblicano John McCain.

La quantità di periossiomi cresce di 4-5 volte, esattamente come cresce l'attività metabolica provocando l'ammassamento nella cellula di elementi ossidanti che favoriscono la formazione di Pgc1-alfa, sostanza indispensabile per il metabolismo del mitocondrio, il quale diviene libero di incitare in modo disconesso l'attività dei mitocondri e la creazione di energia. Un passo avanti sulla strada della medicina 'su misura'. "Abbiamo identificato come funziona un'importante alterazione genetica che causa una consistente percentuale di parecchi cancri, fra cui il glioblastoma, il più aggressivo e letale di quelli al cervello - dice Iavarone - e grazie a questa scoperta stiamo sperimentando terapie "di precisione" per bloccare lo sviluppo dei tumori". Le cellule cancerose hanno così un vantaggio competitivo rispetto a quelle sane.

Allora Iavarone e Lasorella avevano identificato una proteina che nasceva dalla fusione dei geni di due proteine chiamate FGFR e TACC e che agiva come una 'droga' capace di scatenare il tumore e di alimentarlo.

"Fgfr3-Tacc3 è probabilmente la più frequente fusione genica descritta finora nel cancro", osserva Iavarone, co-leader dello studio.

Lo studio descrive una complessa cascata di eventi scatenati dalla presenza della potente fusione genica che convergono nell'aumento della attività mitocondriale. Dopo l'attivazione, Pin4 raggiunge altri piccoli organelli cellulari, i perossisomi, che normalmente metabolizzano grassi e producono carburante per l'attività mitocondriale. Il bersaglio sono i 'generatori di energia' delle cellule, i mitocondri. Questo lavoro individua anche per la prima volta il coinvolgimento dei perossisomi nell'evoluzione tumorale e ci suggerisce come poter incidere sulle fonti energetiche cellulari per colpire il tumore. Gli studiosi hanno scoperto che il fattore principale del sistema innescato dell'unione dei due geni, è la crescita della quantità e della funzione dei mitocondri. Già in precedenza sono stati effettuati esperimenti su topi affetti da glioblastoma, constatandone un aumento della sopravvivenza.

Questo richiede naturalmente la conoscenza precisa delle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente.

"Farmaci che inibiscono enzimi di tipo chinasi sono stati usati in alcuni tipi di tumori con risultati incoraggianti", sottolinea il professor Iavarone. Ipotizziamo che si possano prevenire resistenza e recidiva tumorale attraverso una simultanea inibizione del metabolismo mitocondriale e di Fgfr3-Tacc3.