Clochard morto carbonizzato in auto, indagati due minorenni: "Era solo uno scherzo"

Clochard morto carbonizzato in auto, indagati due minorenni:

Due minorenni di 13 e 17 anni sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte di un clochard, trovato carbonizzato nell'incendio dell'auto dove dormiva il 13 dicembre scorso, a Santa Maria di Zevio (Verona). Una volta spento l'incendio, il suo corpo è rimasto in parte riverso verso l'esterno, all'altezza della portiera anteriore destra. Il senzatetto che si addormenta con la sigaretta in mano, il mozzicone che cade sulle coperte che cominciano a prendere fuoco. Ipotesi però smentita praticamente subito.

Per questo è andata alla finestra, accorgendosi dell'auto in fiamme. Ma a spostare l'attenzione sui ragazzini sono le testimonianze di chi, al momento del rogo, ha sentito lo scoppio. Entrambi i giovani hanno famiglie straniere.

Il più piccolo degli indagati, che non è imputabile a causa della sua età, è stato sentito dal magistrato che si occupa dell'inchiesta. Il tredicenne avrebbe raccontato dell'appuntamento in piazzetta e dei dubbi su come passare il tempo. Poi l'idea di tornare a tormentare il clochard che vive e dorme in un'auto. "Io ci ho provato ma mi si è sciolto in mano, non so se sia entrato oppure no". Infine la fuga, prima che l'auto prendesse fuoco.

Ora la "confessione" sarebbe al vaglio del tribunale per i minorenni di Venezia. Restano ancora dei forti dubbi, soprattutto per quanto riguarda i botti uditi dai testimoni.

Tutti sono concordi nel ricordare un gruppo di ragazzini che prendeva di mira l'uomo, originario del Marocco ma in Italia dal 1990 quando era arrivato per lavorare come operaio specializzato in una fabbrica della zona prima di essere licenziato per la crisi e finire per strada.