"Assange non si lava". Insorge il personale dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra

Assange aveva già ottenuto il passaporto del paese centroamericano ma il Regno Unito ha rifiutato di riconoscergli lo status di diplomatico ecuadoregno, respingendo così la richiesta fatta dal governo di Quito.

Fin qui la cronaca.

Il governo dell'Ecuador è alla ricerca di una "mediazione" per trovare un accordo con la Gran Bretagna sulla questione relativa alla situazione, ritenuta "insostenibile" di Julian Assange, il fondatore del sito web WikiLeaks, rinchiuso nell'Ambasciata ecuadoriana a Londra dal 2012. Una volta estradato, Assange rischierebbe la condanna a vita e persino la pena capitale. Assange rischia comunque l'arresto nel Regno Unito, se lascia l'ambasciata, per violazione dei termini della cauzione. Ora, secondo una fonte citata dall'International Business Times, molti all'interno dell'ambasciata non ne possono più della mancata igiene di Assange. I supporter di Assange hanno definito queste due vittime degli "honeypots", figure facenti parte di una cospirazione nazionale contro un uomo che nel 2010 ha pubblicato documenti segreti del governo degli Stati Uniti.