Sky: Sarri lancia Zielinski per Insigne

Sky: Sarri lancia Zielinski per Insigne

Se chiedo ai centrocampisti mi diranno che gli attaccanti si muovono meno, se lo chiedo agli attaccanti mi dicono loro che il centrocampo serve meno. Dobbiamo fare bene lo stesso. I miei ragazzi sono il gruppo che ha conquistato più punti nella storia del Napoli e domani, con un po' di fortuna, potremmo essere il primo gruppo a conquistare per due volte consecutive gli ottavi di finale di Champions League. "Abbiamo solo mosso la palla meno del solito e davanti siamo stati meno pericolosi del solito ma due partite non mi fanno mettere in discussione tanti mesi di lavoro". Abbiamo fatto 206 punti in 91 partite, siamo diventati scarsi perché abbiamo fatto tre goal in quattro partite? Mi sono pentito di averlo fatto negli ultimi minuti col City, abbiamo preso due contropiedi e due gol che hanno dato un'idea diversa dell'andamento della gara. Sarà difficile perchè loro sono in crescita dall'andata, hanno trovato solidità difensiva, poi si rischia di spendere energie sul City, ma lì non possiamo influire. Quest'anno ho la sensazione che la mia squadra si senta in prova in Champions, sono più determinati in campionato. Il tecnico del Napoli si ritrova a decidere chi tra Zielinski e Ounas dovrà sostituire Lorenzo il Magnifico. "Un mese fa una gara come questa la conducevamo 3-0 dopo 30 minuti, ora dobbiamo pensare a risolvere i problemi che stanno venendo fuori, ma bisogna prenderne atto di averli e fare qualcosa per toglierli". A Ferrara con la Spal ci ha permesso di cambiare la partita. Mi ha fatto sentire in colpa, perché ho pensato di aver mandato all'umiliazione i ragazzi. E provava ad evidenziare un Napoli che, secondo Sarri, è quello di sempre, ma che deve ritrovare la brillantezza che ultimamente troppo spesso è mancata. Milik ci poteva tornare molto utile anche in una gara come venerdì.

Restano le scorie del ko contro la Juve. Ci ha fatto rabbia perché era una partita importante in cui pensavamo di meritare almeno un pareggio. La gara di domani ci dirà se siamo grandi perché i grandi cadono e si rialzano. Con i calciatori non c'è bisogno di psicologia, ci parliamo in faccia a vicenda. Gioco tanto e sono stanco? Io non ne parlerei. C'è stato un cambiamento netto dopo la prima mezzora, quando in Ucraina si era ancora sullo 0-0. Eccezion fatta per qualche manciata di minuti. "L'aiuto in certi momenti deve essere anche reciproco".