Papa Francesco stupisce ancora e corregge il "Padre Nostro"

Papa Francesco stupisce ancora e corregge il

E ora a dirlo è persino il Papa in persona.

"Non è una buona traduzione quella che parla di un Dio che induce in tentazione" è quanto dichiarato da Papa Francesco in un'intervista rilasciata a Tv2000.

Un nuovo testo italiano per il "Padre Nostro". Il Pontefice ha anche ricordato che già i francesi avevano provveduto a cambiare il testo in 'non mi lasci cadere in tentazione'. Quello che ti induce in tentazione - conclude Francesco - è Satana, quello è l'ufficio di Satana.

Il Papa dialoga con il giovane cappellano del carcere di Padova, don Marco Pozza, nell'introduzione di ogni puntata. Da questi dialoghi è nato anche il libro "Padre Nostro" edito da Rizzoli e Lev. Nella settima puntata ospite il filosofo, Umberto Galimberti, per il quale "il cristianesimo, con la storia della vita eterna, ha messo in circolazione un ottimismo che non esiste nelle altre culture, nel mondo musulmano c'è il fatalismo e nel mondo buddista c'è anche la forma di passività".

Da domenica scorsa, prima di Avvento, il passaggio della preghiera che recita: "Et ne nous soumets pas à la tentation" ("E non ci indurre in tentazione"), è stato sostituito Oltralpe con: "Et ne nous laisse pas entrer en tentation" ("Non lasciarci entrare in tentazione"), ritenuto più corretto. Dopo mezzo secolo - la controversa versione venne introdotta il 29 dicembre 1965 - la Conferenza episcopale transalpina ha quindi optato per la nuova traduzione del Notre Père. Nella versione della Bibbia della Cei (2008), il passo "et ne nos inducas in tentationem" è tradotto con "e non abbandonarci alla tentazione", tuttavia l'edizione del Messale Romano in lingua italiana attualmente in uso (1983) non recepisce questo cambiamento.