Morti 14 peacekeeper dell'Onu in un attacco in Congo

Morti 14 peacekeeper dell'Onu in un attacco in Congo

I militari delle Nazioni Unite sono stati colpiti in una base del Nord Kivu da un non meglio specificato gruppo di ribelli estremisti islamici: si tratta dell'attacco più sanguinoso mai sferrato nei confronti di una missione di pace dell'Onu, perlomeno nella storia recente.

I caschi blu uccisi sono per lo più tanzaniani, ma a morire sono stati anche almeno cinque soldati congolesi, ha precisato un portavoce dell'Onu.

"Il conflitto nell'est del Congo", dove si trova il Kivu Nord, "è stato esacerbato dalla crisi politica generale del Paese", ha scritto inoltre Hrw. E ancora: "È il peggior attacco contro i caschi blu nella storia recente dell'Onu".

La missione Onu di peackeeping in Congo è la più grande del mondo, per tentare di porre un argine ai conflitti tra i numerosi gruppi armati che si contendono il territorio nel grande paese centroafricano, ricco di risorse minerarie. "Condanno questo attacco senza riserve e chiedo alle autorità del Congo di portare i colpevoli alla giustizia".

Proprio giovedì un comunicato di Human Right Watch, nello spiegare le violenze che vengono perpetrate nelle regioni del Kivu (526 civili uccisi solo da giugno a novembre), aveva parlato di "molti fattori" tra cui le forze di sicurezza congolesi "responsabili di oltre 100 morti violente nei sei mesi passati". Uno dei peggiori singoli casi era stato il massacro di almeno 39 profughi del Burundi uccisi a Kamanyola, nel Kivu Sud, il 15 settembre. Il quadro è aggravato al momento dal rifiuto del presidente Joseph Kabila di tenere elezioni dopo il termine del suo mandato, quasi un anno fa.