La candidatura di Pietro Grasso è la morte dei partiti

La candidatura di Pietro Grasso è la morte dei partiti

Il Pd è il partito che sembra destinato a dover pagare il conto più salato.

La presidente di 'Uguali e Partecipi', l'avvocata Flavia Odoroso, ha sottolineato attraverso una lettera che "a scanso di equivoci (se non accuse di plagio) occorre precisare che già esiste un movimento socio-politico di ispirazione cristiana chiamato, come da atto costitutivo, 'Uomini nuovi per una società di Uguali e Partecipi' o 'UeP', 'Uguali e Partecipi', dal che si potrebbe ipotizzare una presunta parziale copiatura del logo che lo rappresenta". Cosa darà Grasso a "Liberi e uguali"? "Per tutto questo io ci sono", afferma Grasso.

Con il bisogno che si sente, sin dal 1992, di una vera riforma costituzionale, con tutta probabilità, se il giovane segretario del Pd, e in quel momento anche inquilino di Palazzo Chigi, non avesse anteposto se stesso, personalizzando oltre ogni limite il referendum, il risultato sarebbe stato diverso, forse addirittura ribaltato. Ma un paio di passaggi polemici li ha dedicati a chi non ha apprezzato la sua scelta di campo e a chi cerca di ridimensionare la portata del nuovo progetto politico. Ora però ci sarà un effetto Grasso., è inevitabile.

Come il nostro Giacomo Andreoli ha puntualmente raccontato sul nostro magazine, Pietro Grasso ha abbandonato la toga dell'uomo ligio delle istituzioni - in qualità di Presidente del Senato - per vestire quella del leader politico, o meglio del collante di tante forze nane di sinistra, altrimenti destinate all'ignoto. Ma è un "non poco" largamente insufficiente per accendere la miccia della Rivoluzione a sinistra del Pd e, insieme, più che abbondante per impedire al Pd di dettare l'agenda politica e riproporsi come perno del centrosinistra governativo nella prossima legislatura. "Ieri la presentazione della lista, con il leader Piero Grasso, presidente del Senato". Insomma, una formazione politica di "contenuti seri", secondo il linguaggio dalemiano, rispetto allo spettacolo che gli altri offrono. L'impressione è che questa grande adunata dell'Eur sia un fatto quasi emergenziale e una manovra per liquidare l'attuale impasse della sinistra. Se è vero, infatti, che in provincia di Avellino la cifra elettorale di Mpd, Sinistra Italiana e Possibile sembra tendere più al range minimo che a quello medio della suddetta "cinquina", è altrettanto vero che nei due collegi Camera e nell'unico Collegio Senato la presenza di "Liberi e Uguali" può sottrarre al Pd la percentuale di consensi sufficiente a far vincere i Cinque Stelle o il centrodestra.

Non sarà un processo breve, ma destinato a durare almeno un anno, con nuove elezioni e un governo anche lui di emergenza. Dal Pd "è stata sottovalutata questa destra regressiva che si sta levando".

"Bersani, Epifani e Rossi, prima di lasciare il partito, hanno saldato i contributi fino all'ultimo centesimo". A questo punto è necessaria una rottura profonda tra il passato e il futuro che può determinarla solo chi è meno compromesso, politicamente parlando, con il vecchio establishment. "Mi dispiace, questi calcoli non fanno per me".