Istat: in 2016 migliora soddisfazione generale e spesa sale +1% (2)

Istat: in 2016 migliora soddisfazione generale e spesa sale +1% (2)

Secondo i dati dell'Istat, raccolti su un campione di popolazione di oltre 6 anni, nel 2016 il 42 per cento degli intervistati dichiarava di aver letto almeno un libro nell'anno precedente, mentre oggi la percentuale scende al 40,5 per cento. Nel 2016 si rileva un lieve segnale di ripresa della produzione editoriale: i titoli pubblicati aumentano del 3,7% rispetto all'anno precedente (anche se continuano a diminuire le tirature). A rilevarlo l'Istat che dichiara che dal 2010 c'è un costante calo dei lettori.

Leggono più le donne degli uomini, e i giovani tra gli 11 e i 14 anni rispetto a tutte le altre fasce d'età.

C'è anche differenza di lettura per livello di istruzione: legge il 73,6% dei laureati, ma solo il 48,9% fra chi ha conseguito al più un diploma superiore. I dati rivelano anche l'importanza delle abitudini familiari: legge libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 30,8% tra i figli di genitori che non leggono libri. Rispetto al 2015, i livelli di soddisfazione della popolazione rimangono stabili.

Nell'opinione degli editori, i fattori che determinano la modesta propensione alla lettura in Italia sono soprattutto il basso livello culturale della popolazione e la mancanza di efficaci politiche scolastiche per incentivare alla lettura. A crescere è la percentuale di persone abbastanza soddisfatte (dal 44,6% del 2015 al 47,3% del 2016), parallelamente diminuisce sia la quota di coloro che si dichiarano per niente soddisfatti (dal 15% del 2015 al 12,9% del 2016) sia quella di chi lo è poco (dal 36,3% al 34,8%).

"Nel 2016 oltre l'86% dei circa 1.500 editori attivi pubblica non più di 50 titoli all'anno; oltre la metà (54,8%) sono 'piccoli editori', che producono al più 10 opere in un anno, e il 31,6% sono 'medi' editori, che producono in un anno da 11 a 50 opere". La città di Milano da sola ospita più di un quarto dei grandi marchi. Le librerie indipendenti e gli store online sono considerati dagli editori i canali di distribuzione su cui puntare per accrescere la domanda e il pubblico dei lettori.