Immigrazione, la svolta di Trump che smarca gli Usa dall'Onu

Immigrazione, la svolta di Trump che smarca gli Usa dall'Onu

Nel corso delle ultime trattative in Senato, il numero uno della Casa Bianca, dopo aver insistito su tasse al 20 per cento alle aziende per rilanciare la competitività, non ha però del tutto escluso un aumento della pressione fiscale per finanziare maggiori sgravi alle famiglie con figli.

Gli Stati Uniti si sfilano dall'accordo delle Nazioni Unite per una migrazione sicura, il Global Compact on migration firmato nel settembre 2016.

"La Dichiarazione di New York include diverse disposizioni che sono incoerenti con le politiche di immigrazione e rifugiati degli Stati Uniti e i principi di immigrazione dell'amministrazione Trump", si legge nel comunicato della missione statunitense all'Onu guidata dall'ambasciatore Nikki Haley. Trump ha infine aggiunto di essere tranquillo su quello che Flynn potrebbe rivelare e sottolinea di averlo licenziato "perché ha mentito al vicepresidente dell'Fbi". "Per questo il presidente Trump ha deciso che gli Stati Uniti metteranno fine alla loro partecipazione al processo".

"Le nostre decisioni sull'immigrazione devono essere sempre prese dagli americani e solo dagli americani" mette in evidenza Haley. "Saremo noi a decidere come meglio controllare i nostri confini e chi sarà autorizzato a entrare nel nostro paese". Prevede inoltre che l'Alto commissario per i rifugiati delle Nazioni Unite dovrà presentare nel suo rapporto annuale all'Assemblea generale del 2018 un Patto sulle politiche globali e nazionali per i prossimi decenni. "L'approccio globale della Dichiarazione di New York non è semplicemente compatibile con la sovranità americana", ha concluso la Haley.