Ilva, Emiliano a Calenda: "Si comporti correttamente"

Ilva, Emiliano a Calenda:

Per Calenda "non si può accettare che la valutazione del danno sanitario venga fatta sulla base di una legge regionale quando la corte costituzionale ha detto che va fatta su una legge nazionale" e nemmeno "che si dica - come è stato fatto da Emiliano - "intanto ritiro la misura cautelare, ma ricorso al Tar lo lascio in piedi", perché questo comporta un costo per stato di 2,2 miliardi di euro". Di contro, il Presidente pugliese ha risposto a Calenda alludendo ad una sua "crisi isterica" che ha fatto cambiare l'andamento della riunione che si stava svolgendo in un clima positivo. Il governatore ed il sindaco si assumeranno le loro responsabilità - ha precisato il ministro -. "L'investitore dice: io rimango se non si ritira ricorso, ma lo Stato mi deve garantire che se il Dpcm viene invalidato da ricorso, (lo stesso Stato ndr) mi ridà uno per uno tutti i soldi spesi". Secondo Calenda non e' possibile che l'investitore prosegua l'impegno con "la spada di Damocle" del ricorso. Ma il punto "piu' sostanziale - ha continuato - e' che, anche con il ritiro della misura cautelare, la presenza di un giudizio di merito dei giudici che puo' arrivare dopo 2-3 anni determina la sospensione degli investimenti dell'investitore, che perderebbe tutti i soldi impiegati. Se Calenda fa questa pantomima perche' ha capito che l'operazione puo' avere altre problematiche e pensa di dare la colpa alla Regione Puglia e al Comune di Taranto si sta comportando in maniera immatura e ne rispondera' nelle sedi competenti", ha concluso Emiliano. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al termine del tavolo istituzionale su Ilva.

Calenda ha spiegato che il rischio, con il ricorso pendente, è che ArcelorMittal chieda la garanzia dello Stato sul previsto investimento per 2,2 miliardi di euro, di cui 1,2 per interventi ambientali.

Pesante la replica di Emiliano. Così Michele Emiliano, presidente della Regione, uscendo dal Mise e aggiungendo "noi abbiamo anticipato che avremmo revocato le richieste cautelari e presentato i punti su cui non eravamo d'accordo". Ma "siccome Calenda è ministro pro tempore e il tavolo si è insediato, a mio giudizio può anche essere autogestito da parte di tutti coloro che vogliono partecipare. Poi a un certo punto c'è stato uno scambio di messaggi tra De Vincenti e Calenda e quest'ultimo ha avuto una crisi nervosa, si è alzato, ha fatto un intervento durissimo ed è andato via". "Non sono disposto a buttarli per pagare il conto della politica dei ricorsi del governatore della Puglia e del sindaco di Taranto", scandisce al termine dell'incontro. "Per me non e' cambiato nulla -ha riferito Melucci al termine del tavolo - evidentemente oltre le questioni di merito c'e' dell'altro che ci sfugge nei comportamenti di alcuni soggetti istituzionali". L'auspicio è quello di "avere i documenti che ancora oggi non abbiamo potuto avere, ce ne sono ancora di sconosciuti che quindi non consentono di aprire la discussione".

Il sindaco Melucci ha invece sottolineato che per quanto riguarda "la parte più importante del ricorso degli enti locali, l'istanza cautelare, abbiamo dato disponibilità già da oggi a ritirarla" e questo "toglie dal campo l'ostacolo più grande".