Gelsomina, torturata e uccisa dalla camorra: no al risarcimento

Gelsomina, torturata e uccisa dalla camorra: no al risarcimento

Dopo 13 anni l'Avvocatura dello Stato e il Ministero degli interni hanno stabilito che alla famiglia non spetta alcun risarcimento previsto per le vittime innocenti di camorra. Volevano estorcerle segreti che lei non conosceva e fu punita con la vita.

A riportare la notizia di questa atroce sentenza è Postiglione sul Corriere del Mezzogiorno. Nonostante il modo crudele in cui l'innocente Gelsomina è stata uccisa, lo Stato, ha ritenuto opportuno risarcire la sua morte ai famigliari non riconoscendola come vittima innocente di camorra in quanto uno dei suoi famigliari, un cugino di secondo grado del padre della giovane, aveva precedenti penali di natura associativa. Addirittura abitava in una altro comune ed è deceduto il 20 maggio del 2008. Morì così Gelsomina Verde, innocente vittima di camorra, che pagò con la morte "la colpa" di non sapere quello che i Di Lauro erano convinti che invece sapesse. Eppure questa parentela è stato il primo limite alla concessione dell'indennità per la famiglia della 22enne.

C'è poi un altro punto dolente e riguarda il risarcimento che Cosimo Di Lauro, considerato il mandante di quell'agguato, ha pagato alla famiglia di Gelsomina. Una volta accertata la provenienza lecita dei soldi, la famiglia ha deciso di accettarli.

Come si vede se una borsa è di qualità o meno? Ma non è ancora finita.

L'ultimo atto andrà in scena il 21 dicembre davanti alla quinta sezione penale del giudice monocratico di Napoli, che deciderà in merito all'appello della famiglia di Gelsomina.