Dopo le Mura, la pizza diventa patrimonio dell'umanità

Dopo le Mura, la pizza diventa patrimonio dell'umanità

La candidatura della pizza è l'unica italiana delle 34 che saranno esaminate dal Comitato dopo una lunga istruttoria per l'iscrizione nel patrimonio dei beni immateriali. La tutela dell'Unesco è stata riconosciuta - spiega la Coldiretti - per "il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacita' di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere e' un indiscutibile patrimonio culturale".

Accanto al patrimonio culturale immateriale, l'Unesco ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l'Italia è lo Stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale. L'argomento è all'ordine del giorno il 6 ma ufficialmente bisogna attendere la conclusione dei lavori per avere l'ufficializzazione prevista per il 9.

Napoli è già in fermento, ma il capo della delegazione italiana, Pier Luigi Petrillo, raccomanda prudenza e suggerisce di non dare per scontato il risultato "sino alla conclusione dei lavori fissata per il 9 dicembre".

Un appello che rischia di cadere nel vuoto perché la voglia di mettere il cappello sulla vittoria, andare in tv, conquistare i soliti dieci minuti di notorietà personale potrebbe creare dei danni ad un causa che ha raccolto, grazie all'Associazione Pizzaioli Napoletani, alla Coldiretti, alla Cna e alla Fondazione Univerde di Pecoraro Scanio, circa due milioni di firme. "È un marchio di italianità nel mondo", come detto dalla Commissione designatrice.