Sequestro di beni ai Genovese Sono indagati per riciclaggio

Sequestro di beni ai Genovese Sono indagati per riciclaggio

Posti sotto sequestro beni patrimoniali per oltre 100 milioni di euro tra conti correnti ed immobili che Francantonio Genovese, condannato in primo grado ad 11 anni di reclusione ed interdetto dal suo ruolo di deputato nazionale, avrebbe tentato di sottrarre al sequestro penale ed al fisco. È il quarto neodeputato dell'Ars a finire inquisito. E anche diversi appartamenti tra Roma e la Sicilia.

Le indagini hanno inizialmente consentito di trovare fondi esteri per un ammontare che supera i 16 milioni di euro, schermati prima con una polizza associata a un conto svizzero aperto presso la società Credit Suisse Bermuda e poi trasferiti su un conto corrente a Montecarlo. Da qui anche l'ipotesi di evasione fiscale.

Chiara Schirò, moglie di Francantonio e madre di Luigi Genovece, aveva aderito alla voluntary disclosure per la parte di sua competenze e ai limitati effetti delle sanzioni previste dalla annualità in corso di accertamento, da qui sono nate nuove indagini che hanno fatto emergere nuovi illeciti gravi. Dopo le notifiche del 2016 a Genovese, da parte dell'Agenzia delle Entrate in cui venivano segnalati accertamenti per oltre 20 milioni di euro, le indagini hanno messo in luce un'attività di ulteriore riciclaggio, finalizzata alla frode fiscale. E' emerso infatti che gli indagati, anche avvalendosi di alcune società a loro riconducibili, hanno condotto operazioni immobiliari volte a trasferire ad altri beni immobili e disponibilità finanziarie per eludere il possibile sequestro dei 16 milioni provento del riciclaggio e per sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte e delle sanzioni amministrative che hanno raggiunto circa 25 milioni di euro.

Genovese si sarebbe quindi spogliato del proprio patrimonio finanziario e immobiliari tramite società schermo GE.FIN. s.r.l. (ora L&A Group s.r.l.) e Ge.Pa. s.r.l, di cui deteneva il 99% e il 45% delle quote sociali, trasferendoli al figlio Luigi insieme al denaro proveniente dal riciclaggio. A cominciare dal padre, Francantonio, ex deputato, per proseguire con il figlio, Luigi, neo deputato dell'assemblea regionale siciliana. In questo modo i Genovese avrebbero cercato di renderli irrintracciabili.

Le partecipazioni societarie sono state dismesse attraverso strumentali e complesse operazioni di riorganizzazione del patrimonio sociale delle medesime.