Pd: Orlando, Renzi faccia il segretario

Pd: Orlando, Renzi faccia il segretario

Infine è realmente di sinistra per la concezione del potere che sta mostrando: la dialettica interna non esiste; semmai, è un simulacro da offrire all'esterno del partito, perché il PD condotto da Renzi si distingue per aver buttato fuori tutti quelli che non la pensano come lui. Lo ha detto, intervistato ad Agorà su Rai 3, Pierluigi Bersani (Mdp) a proposito del rapporto con il Pd di Matteo Renzi. Secondo Bersani le possibilità di un accordo ci sono ancora, ma a patto che il Nazareno cambi radicalmente linea politica, soprattutto sui temi del lavoro, della scuola e delle tasse. "Renzi sarà il capofila della lista Pd, legittimato dal voto delle primarie - detta il senatore Andrea Marcucci, fedelissimo del segretario -".

La sconfitta brucia e nel Pd è tempo di resa dei conti. "Una sconfitta, sì, ma non del segretario: "Io ho responsabilita" sulla vittoria delle europee e sulla sconfitta al referendum", chiarisce Renzi: Da quando sono segretario abbiamo conquistato cinque regioni, strappandole alla destra, e perso due regioni.

"Dovrebbero dire qualcosa di diverso da rivendichiamo, dovrebbero dire correggiamo.". Non oso aspettarmi molto perchè conosco la difficoltà di agibilità in quel partito. "Non avrei confermato Visco, ma da presidente del Consiglio non ho mai parlato per rispetto dell'istituzione. Io ho fatto le mie scelte, perchè non accettavo l'idea che un pezzo della sinistra dovesse andare nel bosco". Già, come Renzi ha detto qualche giorno fa, "non importa chi di noi governa, l'importante è che il Pd vada al governo".

Resta poi il problema della leadership, troppo autoritaria nel verticismo imposto da quella renziana. Ma io non mollerò di un centimetro": "Matteo Renzi non arretra. Matteo Renzi oscilla tra una possibile disponibilità e la tentazione di giocare anche questa partita alla sua maniera: cioè, solo contro tutti. Dice di aver messo al lavoro gli sherpa per una trattativa "senza veti" ma "D'Alema vuole mi dia fuoco in piazza?"

A 10 anni dalla nascita del Partito democratico, avvenuta il 14 ottobre 2007, due dei fondatori, Piero Fassino e Graziano Delrio, 'faranno il punto' sabato alle 17 all'Art Factories di vicolo del Folletto a Reggio Emilia. Nulla cambia? Gran parte della minoranza dem ritiene che il segretario debba fare autonomamente un gesto di responsabilità, lasciando subito il campo a Gentiloni per la corsa a Palazzo Chigi e ricompattando il centrosinistra. Con o senza i bersaniani, per Renzi comunque la coalizione c'è e ci sarà: "Già oggi siamo in coalizione, e siamo pronti ad allargare ancora al centro e alla nostra sinistra". Un decennio segnato dalla "piu' lunga crisi economica conosciuta dal dopoguerra, dal terrorismo di Al-Qaeda e dell'Isis, e in cui l'Italia ha visto succedersi governi guidati da Prodi, Berlusconi, Letta, Renzi e Gentiloni".