Paziente muore per scambio di provette

Paziente muore per scambio di provette

Dopo il ricovero, le condizioni di Giacobbi erano peggiorate con due embolie e un infarto, fino alla morte, causata probabilmente dalle cure errate, per lo scambio di provette di sangue tra la vittima e un suo omonimo e per il conseguente sbaglio nel dosaggio dei medicinali. In tribunale a Belluno si celebra il processo per l'omicidio colposo che vede alla sbarra i 4 medici che curarono il paziente: la trevigiana Roberta Da Re, 53enne reumatologa, di Vittorio Veneto, Daniele De Vido, del servizio di Diabetologia, 51enne di Venezia, Paolo Nai Fovino, 62enne endocrinologo di Brescia e Federica Vascellari, 61enne di Calalzo, internista.

"Venne parcheggiato nel reparto di Medicina e sedato - ha raccontato la donna - ebbi il presagio che sarebbe andata a finire male".

Il nodo del processo è la causa della morte. Il dirigente medico dell'ex Usl 1, Raffaele Zanella, ha riferito al giudice che un medico gli disse "che c'era stato uno scambio di prelievi" e di aver quindi "ritenuto di procedere alla segnalazione all'autorità giudiziaria". "Per un'omonimia la terapia era stata calibrata su una persona che aveva un problema più lieve".