Onu accusa Ue, patto con Libia sui migranti è disumano

Onu accusa Ue, patto con Libia sui migranti è disumano

"Quella che era una situazione già grave è diventata catastrofica". "Solo alternative alla detenzione possono salvare la vita degli immigrati e la sicurezza fisica, preservare la loro dignità e proteggerli da ulteriori atrocità".

Quadro confermato anche da un reportage della CNN nel quale si scopre che in Libia avvengono delle verie e proprie aste di esseri umani, come all'epoca della tratta degli schiavi. "800 dinari... 900, 1.100... venduto per 1.200 dinari (pari a 800 dollari)", recita la voce dell'uomo che mette all'asta un giovane, che dovrebbe essere un nigeriano, definito "un ragazzone forte, adatto al lavoro nei campi". Dopo che l'agghiacciante transazione è conclusa, i giornalisti avvicinano due dei ragazzi 'venduti', che appaiono "traumatizzati. intimoriti da qualsiasi persona".

"La comunità internazionale non può continuare a chiudere gli occhi sulle orribili condizioni sopportate dai migranti in Libia e pretendere che la situazione possa essere risolta solo migliorando le condizioni di detenzione", ha aggiunto Zeid Ra'ad chiedendo misure giuridiche nazionali e la decriminalizzazione della migrazione irregolare.

"La politica dell'Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell'intercettare e respingere i migranti nel mediterraneo è disumana" sono le parole usate dal funzionario dell'Onu.

Per l'Onu, in conclusione, i migranti intercettati sui barconi dall'Ue e dall'Italia in accordo con la Libia vengono rinchiusi in prigione e "non hanno alcuna possibilità di contestare la legalità della loro detenzione, né di essere assistiti da un avvocato".

Al Hussein accusa "l'Ue e i suoi stati membri di non aver fatto nulla per ridurre gli abusi perpetrati sui migranti".

L'ONU contro l'Unione europea e la sua politica di respingimento dei migranti. Lo afferma una portavoce aggiungendo che è la Ue a finanziare Oim, Unhcr e Unicef. I filmati sono stati consegnati dalla Cnn alle autorita' libiche, che hanno promesso un'indagine.