Naufragio di Lampedusa, il giudice dice no all'archiviazione

Gli ufficiali erano stati indagati dai pm Francesco Scavo e Santina Lionetti perché ritenuti in parte responsabili del naufragio dell'11 ottobre 2013 a Lampedusa nel quale persero la vita circa 300 persone, tra cui moltissimi bambini. Il gip si è pronunciato in sede di opposizione alla richiesta di archiviazione. Lo ha deciso, sciogliendo la riserva, il gip Giovanni Giorgianni che ha respinto la richiesta di archiviazione sollecitando nuove indagini.

In particolare dopo la pubblicazione delle intercettazioni delle conversazioni intercorse quel giorno tra la centrale operativa di Roma, quella di Malta e il comando della nave Libra, la più vicina al luogo del naufragio, portate alla luce da un'inchiesta firmata da Fabrizio Gatti su L'Espresso, il giudice ha chiesto alla Procura di formulare l'imputazione coatta per Leopoldo Manna, comandante responsabile della sala operativa della Guardia costiera, e per Luca Licciardi, comandante della sala operativa della squadra navale della Marina. Secondo il gip devono rispondere di rifiuto di atti d'ufficio e di omicidio colposo per aver "colpevolmente ritardato", è detto nel provvedimento di 27 pagine, l'intervento della nave militare italiana. Il gip ha invece accolto la richiesta di archiviazione per gli altri indagati, l'ammiraglio della Narina Filippo Maria Foffi, in passato comandante in capo della squadra navale, e gli ufficiali Nicola Giannotta, Clarissa Torturro e Antonio Miniero. "Prendiamo atto della decisione - ha commentato l'avvocato Luca Ciaglia, difensore di Manna - e siamo certi di poter provare la mancanza di responsabilità del nostro assistito e, più in generale, delle autorità italiane".