Mps, Bankitalia: sulla crisi forti responsabilità della Fondazione

Mps, Bankitalia: sulla crisi forti responsabilità della Fondazione

Oggi Consob, è parte civile nel processo penale in corso presso il Tribunale di Milano per i fatti avvenuti fino alla semestrale 2012 della banca senese, nella veste di ente rappresentativo degli interessi del mercato per le manipolazioni informative e di soggetto ostacolato per i reati di ostacolo alla vigilanza.

Secondo il funzionario di Bankitalia per il Monte dei Paschi "i rischi finanziari hanno messo in grave difficoltà MPS; alla lunga, è stato però il rischio di credito che ne ha minato più in profondità l'equilibrio economico-patrimoniale".

Nella crisi del Monte dei Paschi "un ruolo significativo lo ha avuto l'ex socio di riferimento, la Fondazione (che deteneva il 49% del capitale, ndr) che ha inteso mantenere a lungo, anche quando non ce ne erano piu' le condizioni, una posizione di dominio o comunque di rilievo, erodendo il proprio patrimonio e indebitandosi".

"Gli ex vertici Mps" aveva voluto precisare Apponi "hanno fatto di tutto per occultare la realtà alle autorità di vigilanza".

Tuttavia - ha ricordato Apponi - a fronte di una prima richiesta datata 18 luglio 2013, l'Authority tedesca ha replicato l'11 ottobre 2013 rifiutando la trasmissione di informazioni su Santorini. Così il direttore generale di Consob Angelo Apponi in audizione alla commissione banche presieduta da Pier Ferdinando Casini.

Questi documenti - ha riportato l'agenzia Reuters - riguardano l'appunto istruttorio della Vigilanza di Bankitalia del 17 marzo 2008, ovvero la successiva autorizzazione all'operazione del Governatore di Via Nazionale, allora Mario Draghi, e la trasmissione del via libera a Mps. Mercoledì 25 ottobre scorso Consob ha stabilito la revoca della delibera del 23 dicembre 2016 che aveva disposto la sospensione temporanea delle negoziazioni.