Malagò: "Non sarò io il commissario della Figc"

Malagò:

"Perché non è che se leviamo Carlo Tavecchio abbiamo risolto tutti i problemi..." Non so dire altro se non che è una situazione di grande emergenza. A traghettare la Federazione e a gestire la normale amministrazione fino alle nuove elezioni, previste entro il 20 febbraio, potrebbe essere il vice-presidente Sibilia, non dimissionario. A parte che la smentita di Lippi è arrivata a stretto giro, comunque sia andata questa non è che un'ulteriore testimonianza del dilettantismo di Tavecchio, condito da gaffe, squalifiche per razzismo e riforme annunciate e mai attuate. Ma di sicuro non sarà lui il commissario: le voci che lo volevano quale traghettatore dovranno essere giocoforza smentite, né tantomeno si candiderà come futuro presidente. "Gli ho sempre detto che se si fosse tirata indietro la Lega Pro, non avremmo potuto andare avanti".

"Lotito- commenta ancora Tavecchio- è ingombrante di suo, in ogni posto che va è ingombrante". Essenzialmente per spartirsi la torta delle nomine, già avviata con Michele Uva, Evelina Christillin e Andrea Agnelli negli organismi Uefa, Fifa e di rappresentanza dei club europei.

"Sono mesi che si aspettava la soluzione della Lega di A, tant'è vero che c'è stato un commissariamento che arriva al 30 di novembre". La tirò fuori il predecessore di Tavecchio, quel Giancarlo Abete ieri particolarmente attivo nell'opera di sfiducia, dopo il disastro del Mondiale 2010. "Potrebbe anche non esserci un commissario, magari aspettare cosa succede dopo le assemblee delle Leghe". All'ordine del giorno anche l'esame di fattibilità del canale televisivo. Il crollo del valore potenziale è evidente, anche se ovviamente si tende a negarlo. Ma non c'era un italiano in campo: anche nella finale di Champions contro il Bayern l'unico italiano era Marco Materazzi.

"Il commissariamento se ci sono gli estremi è un atto dovuto, altrimenti non ci sarà e non sarà un fatto gravissimo".