Malagò: "Il commissariamento è atto dovuto. Un nome? Io non sono disponibile"

Malagò:

Appare molto fermo e deciso Malagò stasera in tv (su Rai1) sul tema delle dimissioni del presidente federale, dopo il tracollo dell'Italia nei confronti della Svezia (negli spareggi playoff di Russia2018). "L'unica lega compatta è quella dei dilettanti ma da sola non può sostenere tutto questo peso". "Carlo Tavecchio non si presenterà dimissionario al consiglio federale della FIGC in programma domani. - dichiara una fonte qualificata della Federcalcio - Il presidente sta ultimando le sue proposte per rispettare l'impegno preso con tutte le componenti nell'incontro di mercoledì scorso". "L'ultima volta che una squadra italiana ha vinto un trofeo internazionale è stata l'Inter contro il Mazembe (la coppa Intercontinentale ad Abu Dhabi, ndr.)". Questo l'obiettivo degli Stati Generali che si sono aperti oggi nel Salone d'Onore del CONI: due giorni di approfondimento e di riflessioni con 5 sessioni - come i 5 cerchi olimpici - sviluppate anche grazie a specifiche tavole rotonde, chiamate ad animare il confronto tra illustri relatori.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, torna a parlare, ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa', su RaiTre, del flop della Nazionale "Il Coni non può intervenire direttamente, oggi può commissionare una federazione ma non ci sono gli estremi tecnico-giuridici per procedere: io ho sempre rispettato la responsabilità' soggettiva delle persone, qui si va sul campo della coscienza o della dignità. Al momento non ci sono nuovi nomi, ma io non sono disponibile". Tavecchio aveva pensato a Donadoni, ma non c'è stata la disponibilità di Saputo. Lo incontrammo, fu chiaro ma disse che non voleva fare il ct ma dare una mano al settore tecnico delle squadre nazionali. Lippi ritorno' e disse che la scelta migliore era Ventura.

Ci siamo incontrati a casa mia, Tavecchio era preoccupato delle richieste economiche: Lippi fu un gentiluomo dicendo che non era un problema di soldi.