Eni: lieve calo dopo sequestro preventivo misuratori

Eni: lieve calo dopo sequestro preventivo misuratori

La Guardia di Finanza ha sempre cercato di debellarlo sequestrando le autobotti che dichiaravamo meno carburante di quanto ne trasportassero.

La sorpresa è arrivata quando è stata incrociata la provenienza dei carichi, sempre la stessa: depositi e raffinerie dell'Eni.

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma
Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma

Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, che hanno valorizzato anche le parallele e convergenti attività investigative affidate dalle Procure di Prato e Frosinone ai Reparti del Corpo di Firenze e Frosinone, hanno riguardato condotte illecite commesse, in particolare, nella delicata fase dell'estrazione dai depositi fiscali di Gpl, gasolio e benzina, momento in cui sorge il debito d'imposta. Modificando le variabili del volume, della temperatura e della densità dei carburanti è stata messa in opera una commercializzazione di quantitativi superiori rispetto a quelli che risultavano dalla documentazione contabile. Il provvedimento di sequestro è finalizzato a impedire l'uso di sistemi di misurazione alterati o alterabili, inidonei a garantire la necessaria affidabilità ai fini fiscali. Lo afferma Filippo Massaro, portavoce del Csail precisando che le denunce del Csail si riferiscono alle contestate violazioni del testo unico delle disposizioni legislative sulle imposte sulla produzione e sui consumi (sottrazione di prodotto al pagamento dell'imposta, alterazione di misuratori e sigilli) e del codice penale (uso di strumenti di misura alterati, predisposizione di falsi verbali e attestazioni, abuso d'ufficio) secondo le accuse mosse in queste ore a dirigenti-funzionari Eni. Questo l'effetto della notizia del sequestro della raffineria Eni nel capoluogo jonico, frutto dell'operazione che in tutta Italia ha messo i sigilli alle raffinerie del gruppo per l'indagine della Procura di Roma in merito a presunte misurazioni truccate nei depositi Eni e alla conseguente sottrazione di 10 milioni di accise sui petroli. L'Eni si difente ritenendosi parte lesa nella vicenda e respingendo ogni responsabilità.

Ma questa non è la prima volta che accade di tutto e di più in casa ENI dove forse un maggior controllo interno non guasterebbe...