Draghi: "Le sofferenze bancarie? Problema non ancora risolto"

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"Abbiamo bisogno di sforzi congiunti da parte di banche, supervisori, regolatori e autorita' nazionali per risolvere il problema in modo ordinato, creando anzitutto un ambiente in cui i Npl possano essere gestiti in modo efficace", ha puntualizzato Draghi. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nel discorso introduttivo alla Forum sulla vigilanza bancaria della Bce a Francoforte. "Stanno inviando i loro piani, che noi vagliamo per assicurarci che siano abbastanza ambiziosi, realistici e credibili" ha detto Nouy. "L'analisi interna della Banca centrale euopea mostra che negli ultimi anni, gli istituti con stock imponenti di crediti deteriorati hanno prestato di meno di altre banche con migliore qualita' del credito, dando pertanto meno supporto a famiglie e imprese". "Dal 2016, i prestiti bancari per l'acquisto di case sono aumentati mediamente del 2,9% annuo, ben al di sotto dei tassi di crescita al 12% registrati nel periodo precedente alla crisi", ha aggiunto Draghi.

"Anche se i livelli degli Npl (i crediti deteriorati, ndr) sono scesi per le banche significative, da circa il 7,5% d'inizio 2015 al 5,5% di oggi, il problema non è ancora risolto". "Sono emerse alcune sacche di rischio locali, ma sia i supervisori che le autorita' macroprudenziali stanno adottando misure per contrastarle", ha affermato Draghi.

Durante la riunione dell'Eurogruppo che si è svolta ieri 6 novembre a Bruxelles, il presidente del Consiglio di vigilanza bancaria del Meccanismo di Supervisione Unico della BCE, Daniele Nouy, ha sottolineato che con la ripresa in corso e condizioni economiche favorevoli, questo è il momento giusto per affrontare il problema degli NPL che pesano sui profitti delle banche in molti Paesi dell'Eurozona e rallentano i flussi di credito all'economia reale.

La Vigilanza bancaria affidata alla Bce ha introdotto "medesimi elevati standard" per le banche del Continente e "un settore bancario più forte e resistente" e in grado di assorbire gli choc. Guardando alle banche maggiori la correlazione fra i credit default swaps bancari e quelli sovrani e' ora "considerevolmente piu' debole di quanto non fosse al picco della crisi".