Di Maio: "Nel nostro programma ritiro da Afghanistan"

Di Maio:

"Vogliamo fare dell'talia un paese all'avanguardia, che premi il talento - ha detto il leader M5S - anche perché nel 2025 metà del lavoro giovanile sarà di natura creativa". "La garanzia vera è il Movimento, una cosa del genere, se solo avesse un minimo di fondamento, si saprebbe già probabilmente".

"Il mio obiettivo qui a Washington e' quello di stabilire un contatto diretto e duraturo con l'amministrazione Usa: per questo inizio col dipartimento di Stato" ha continuato Di Maio. "Noi abbiamo agito subito, a differenza degli altri", ha aggiunto, ricordando che "il governo Musumeci si regge su un deputato che e' stato arrestato". Manlio di Stefano, responsabile esteri del partito, non ha mai nascosto simpatie per Putin, e Alessandro Di Battista e il senatore Vito Petrocelli non sono stati da meno. Il candidato premier M5s Luigi Di Maio, dopo la sconfitta alla regionali in Sicilia, è negli Stati Uniti per un viaggio istituzionale come vicepresidente della Camera e principale esponente del Movimento.

Il candidato premier M5s è anche intervenuto sulla questione Nato. "Da questo punto di vista non c'è un pregiudizio ideologico nei confronti degli americani dell'essere nostri alleati".

Inevitabile, poi, una riflessione sul voto in Germania: "Noi siamo l'unico argine a quelli che sono gli estremismi in Europa, fermo restando che poi il voto mostra anche che i partiti tradizionali sono in declino", ha chiosato Di Maio. "Cosa dovevo andare a fare là, a legittimarlo?" In programma anche un incontro con la comunità italiana a Washington e, in particolare, con alcuni imprenditori, ai quali esporrà la teoria dello Stato innovatore sostenuta dall'economista Marianna Mazzuccato, cui Di Maio ha espressamente dichiarato di rifarsi. "Sul piano multilaterale invece dobbiamo capire quali sono le cose che avvantaggiano l'Italia e quali no".