Decreto Vaccini alla Corte Costituzionale, presidio dei "No Vax"

Decreto Vaccini alla Corte Costituzionale, presidio dei

La Corte ha dichiarato non fondate tutte le questioni prospettate nei ricorsi del Veneto. Inoltre, il passaggio da una strategia basata sulla persuasione a un sistema di obbligatorietà si giustifica, secondo la Consulta, alla luce del contesto attuale caratterizzato da progressivo calo delle coperture vaccinali.

L'istanza riguarda le norme dettate dal decreto legge 73/2017 - convertito nella legge 119 entrata in vigore il 6 agosto scorso - che ha reintrodotto per dieci profilassi l'obbligo vaccinale ai fini dell'iscrizione a scuola, nella fascia d'età tra zero e sedici anni.

La Consulta si è dovuta esprimere sul decreto, varato la scorsa estate, che ha reso obbligatorie 10 vaccinazioni per l'iscrizione a scuola. Molti i motivi di ricorso proposti dalla Regione Veneto incidenti sul riparto delle competenze Stato-Regioni in materia: l'insussistenza dei presupposti di straordinaria necessità e urgenza richiesti per la decretazione d'urgenza, la lesione del diritto individuale alla salute, in particolare del diritto all'autodeterminazione in materia sanitaria, del diritto allo studio, dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità e di buon andamento della pubblica amministrazione, la mancanza di copertura finanziaria dei maggiori oneri che ricadrebbero sulle Regioni a causa degli adempimenti a loro carico connessi agli obblighi vaccinali imposti dal provvedimento impugnato. Dopo la lettura di questa "ordinanza dibattimentale" si sta procedendo con la relazione del giudice Cartabia.

"La Regione Veneto non può considerarsi avulsa dal resto del mondo, lo Stato deve compiere le scelte di politica sanitaria a livello unitario e indifferenziato".

Tra i 'nodi' che la Consulta è chiamata a sciogliere, oltre all'obbligatorietà di determinate vaccinazioni, le sanzioni per l'inosservanza dell'obbligo vaccinale, i casi di esonero o di differimento, gli indennizzi a favore dei danneggiati.