Washington Post: "Il 12 ottobre Trump denuncerà l'accordo nucleare con l'Iran"

Washington Post:

Entro il 15 ottobre gli Usa devono certificare se Teheran stia o meno rispettando l'accordo: precisamente Trump deve riferire al Congresso se Teheran rispetta l'intesa e se ritiene che questa sia nell'interesse degli Usa.

Donald Trump è pronto a revocare l'accordo nucleare con l' Iran. Lo scrive il Washington Post, riferendo che il presidente Usa, in un discorso previsto per il 12 ottobre, annuncerà che intende "invalidare" l'accordo internazionale, sostenendo che esso è in contrasto con gli interessi nazionali degli Stati Uniti. Se gli Usa non certificassero l'accordo, il Congresso avrebbe due mesi di tempo per decidere se ripristinare le sanzioni contro l'Iran, con la conseguenza che l'Iran si riterrebbe sciolto dai suoi obblighi.

Il Presidente ha lanciato un messaggio criptico dopo un incontro con i leader del corpo militare americano, avvenuto nella serata di ieri alla Casa Bianca.

A stretto giro di posta, è arrivata la reazione da parte dell'Iran attraverso Salehi, capo dell'Agenzia atomica iraniana (Aeoi): "Se gli Usa lasciano l'accordo sul nucleare e gli altri fanno altrettanto, l'accordo sarà finito".

C'è una guerra all'interno dell'Amministrazione sulla linea da tenere, e sempre più spesso le persone coinvolte nella decisione sono stranamente aperte nell'esibire il loro disaccordo con la posizione proclamata dal presidente. Rinegoziare un accordo non è una decisione unilaterale che Washington può prendere da sola.

Nel suo intervento, in cui ribadira' l'accusa all'Iran di essere Stato sponsor dei terroristi e promotore di instabilita' nella regione, Trumo aprira' la porta ad una modifica dell'intesa ma - per ora - si asterra' dal raccomandare al Congresso di riadottare le sanzioni che Obama aveva revocato grazie all'intesa, che impegnava l'Iran a rinunciare per 10 anni ad ogni attivita' di arricchimento dell'uranio. "Alcune (parti) lo vorrebbero fare dal punto di vista tecnico, ma non è rinegoziabile", ha aggiunto sottolineando che della stessa opinione sono anche la Russia, la Cina e la rappresentante per la politica Ue Federica Mogherini. Lo stesso Chuck Schumer, capo dei senatori di sinistra, era contrario al deal. Per placare i falchi, il piano di McMaster prevede una serie di iniziative aggressive avulse dall'ambito nucleare, ad esempio inserire le Guardie della rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche.