Usa fuori dall'Unesco a fine 2018

Usa fuori dall'Unesco a fine 2018

In particolare, a portare l'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump a questa drastica decisione, sarebbero state le recenti risoluzioni dell'Unesco che hanno condannato Israele e gli insediamenti: risoluzioni considerate da Washington come anti-israeliane. Gli Stati Uniti avevano smesso di finanziare l'Unesco dopo la sua decisione di includere la Palestina come membro nel 2011, ma avevano mantenuto un ufficio nel quartier generale dell'agenzia a Parigi, per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni.

La decisione Usa di ritirarsi dall'Unesco - rende noto il dipartimento di Stato Americano - entrera' in vigore il 31 dicembre 2018. Gli Stati Uniti erano poi tornati membri dell'agenzia nel 2002, sotto la presidenza di George W. Bush, che aveva spiegato che la maggior parte dei pregiudizi anti-occidentali erano scomparsi.

Gli Usa fuori dall'Unesco.

Intanto a Parigi si sta votando in questi giorni per eleggere il nuovo direttore generale. Per ora sono rimasti in lizza due soli candidati che sono pari a livello di preferenze: l'ex ministro della cultura francese Audrey Azoulay e il suo omologo del Qatar Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari su cui Israele ha già espresso le proprie preoccupazioni. "È una perdita per il multilateralismo", ha continuato la Bokova, "il compito dell'Unesco non è finito e continueremo ad andare avanti per costruire un 21esimo secolo più giusto, più pacifico e più equo, e per questo l'Unesco ha bisogno dell'impegno di tutti gli Stati". Gli Usa accusano l'Unesco di essere "anti Israele". Senza contare la ritorsione del Giappone, il secondo finanziatore più importante, che ha rifiutato di pagare la sua quota 2016 in seguito all'iscrizione, nel 2015, nel registro della memoria mondiale, del Massacro di Nankin, perpetrato dall'esercito imperiale giapponese nel 1937.