Torino, lascia capo gabinetto Appendino

Torino, lascia capo gabinetto Appendino

E' il laconico comunicato con cui la sindaca di Torino Chiara Appendino, accetta le dimissioni del suo capo di gabinetto. "Sono convinto della correttezza del mio operato e lo dimostrerò nelle sedi opportune - dichiara Giordana in una nota -". Ma come gli stessi investigatori sottolineano, la reale ragione della telefonata era diversa, una cosa molto più "prosaica".

Giordana, che era assistito dall'avvocato Luigi Chiappero, è stato ascoltato dai pm per circa tre ore e mezza. Oggi erano state pubblicate da Repubblica Torino alcune intercettazioni in cui, al telefono con l'amministratore delegato di GTT Walter Ceresa, chiedeva e otteneva di far togliere alcune multe a un suo amico. Non è tanto carina come cosa.

Ceresa: "Paolo, tutto a posto, quella cosa che mi hai detto". Posso... Me la puoi mandare?

Giordana: "Guarda, io te la mando via whatsapp".

Il 26 luglio è Ceresa a chiamare il capo di gabinetto e anche per questa telefonata i finanzieri rimandano le considerazioni del caso all'autorità giudiziaria. "Ce l'ho, ce l'ho sul telefonino e te la mando via whatsapp".

Ceresa: "Risolto, non c'è nessun problema". Giordana risponde: "Quindi gli dico di stare tranquillo".

Ceresa: "Si, si, non arriverà la multa". E Appendino non ha fatto marcia indietro: "Accetto le dimissioni di Paolo Giordana, sono umanamente dispiaciuta per la persona, lo ringrazio di aver messo al primo posto l'interesse della Città".

La multa è stata cancellata, ma la conversazione è finita nel fascicolo della procura. Proprio Giordana sarebbe stato il promotore dell'idea di non inserire qyella posta nel documento contabile. Nel 2011 ha collaborato inoltre alla campagna elettorale di Fassino. Giordana gli chiede di annullare una multa inflitta a un suo amico a bordo di un autobus. Ai pm è stata consegnata anche della documentazione.