Rosatellum, oggi si vota la fiducia e le opposizioni vanno in piazza

Rosatellum, oggi si vota la fiducia e le opposizioni vanno in piazza

Uno che ha credibilita' avrebbe detto: 'non ci sto'", aggiunge Pierluigi Bersani, che ricorda: "Con 307 voti", i voti incassati oggi dal governo, "Berlusconi sali' al Quirinale, nessuno di Forza Italia se lo ricorda?

L'indignazione per la fiduciaIl clima politico è teso, perché non è rituale che il governo chieda la fiducia su una questione - la legge elettorale - che di norma è competenza del Parlamento e, in particolare, così facendo si escludono le opposizioni che potrebbero venire danneggiate da una legge che premia la maggioranza.

"Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia".

Il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato ha confermato la possibilità di un voto segreto finale sull'intera legge, se richiesto da un numero sufficiente di parlamentari.

Aderendo alla manifestazione di protesta prevista per mercoledì pomeriggio di fronte a Montecitorio, il M5S Cremasco esprime grande sdegno per la decisione del governo: "quel che sta facendo rimanda al lontano 1923 con Mussolini o al 1953 con De Gasperi, con la cosiddetta Legge Truffa". La logica è dunque quella che ormai conosciamo: si racconta che i tempi per portare a casa una legge elettorale decente stringano e che ci sia bisogno di un atto di responsabilità per scongiurare la fine fatta dal primo Rosatellum, tramutato in Germanellum per poi morire sotto i colpi di un emendamento sospetto; è proprio questo il precedente che permette all'esecutivo di agire in tale direzione politica senza troppe remore. E D'Alema attacca: 'Legge inaccettabile, la dirigenza del Pd logora la democrazia'.

L'unica preoccupazione è quella sul voto finale, che sarà a scrutinio segreto.

Forza Italia non voterà le fiducie ma dirà sì al voto finale. Napolitano, infatti, ha annunciato di essere molto perplesso riguardo a questa votazione e che ha intenzione di prendere la parola in Senato quando il Rosatellum arriverà.

Prime due fiducie senza patemi La terza votazione di fiducia sull'articolo tre riguarda la delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali. "Per la seconda volta nella legislatura un governo vuole blindare una legge elettorale, vietando il dibattito in Parlamento", gli fa eco il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati. "Impedite il ritorno della melma", ha scritto sul suo blog Beppe Grillo, mentre Alessandro Di Battista ha chiesto al presidente Mattarella di non firmare la legge. Gli fa eco il "nemico" interno al M5s, Roberto Fico, che davanti a Montecitorio spiega ai giornalisti come l'intera vicenda sia scandalosa.

Contrarie, naturalmente, le opposizioni che si dichiarano allarmate dal ricorso a tale strumento: "Qui si sta scherzando col fuoco". Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale?

Nella stessa famosa sentenza che dichiarava incostituzionali alcune parti dell'Italicum, la Consulta si pronunciava con fermezza al riguardo dell'utilizzo della questione di fiducia e del maxi emendamento durante la discussione di una legge elettorale.