"Rosatellum bis", via libera dalla Commissione: martedì approda alla Camera

Con i voti a favore di Pd, Ap, Lega, Forza Italia, Ala, Civici e Innovatori e Direzione Italia, la Commissione Affari costituzionali ha dato il via libera al Rosatellum 2.0.

Martedì 10 alle 15 il progetto di riforma elettorale verrà discusso in Aula, mentre gli emendamenti andranno presentati entro il 14.

Pd, Forza Italia, Ap e Legavanno in soccorso di Mdp, esentando la formazione di Bersani e D'Alema dall'obbligo della raccolta firme. C'è la quota di genere (60-40%) e la possibilità di un massimo di cinque pluricandidature nei listini proporzionali, ma anche la possibilità per un candidato di presentarsi sia nei collegi uninominali che in quelli plurinominali. Pochi giorni fa durante una riunione di esponenti azzurri il capogruppo a Palazzo Madama Paolo Romani si è detto "fiducioso" sul percorso della legge ma, fanno notare in molti, il timore in Forza Italia è che in molte zone del Sud - Campania in testa - il Centrodestra parta svantaggiato nell'uninominale rischiando di non vincere in nemmeno un collegio elettorale.

"Abbiamo votato contro perché con questa legge elettorale è impossibile fare vere coalizioni basate sul programma, è un imbroglio che produrrà coalizioni farlocche senza la condivisione di un programma e di un progetto", ha commentato Alfredo D'Attorre di Mdp.

Una legge "attenta al dettato costituzionale", che "spinge alle coalizioni e punta all'aggregazione del Paese per permettere un governo stabile", secondo il relatore Emanuele Fiano (Pd). Annunciano battaglia invece i grillini con Danilo Toninelli che, dopo aver confermato in un'intervista l'opportunità di battezzare la nuova legge con una parolaccia ("merdellum"), all'uscita della commissione ha scelto di puntare sulla "incostituzionalità" della legge.

È stato bocciato l'emendamento anti-Berlusconi presentato dal Movimento 5 Stelle, che prevedeva che un condannato non potesse essere indicato come capo della coalizione. Dichiara il gruppo pentastellato alla Camera: "Questa non e' una legge elettorale: e' una cloaca voluta da Renzi e Berlusconi - e sostenuta caldamente della Lega - con l'obiettivo di mettere all'angolo il Movimento 5 Stelle per continuare a spartirsi l'Italia".

Approvate, invece, poi due norme sulla raccolta firme.

Da Fratelli d'Italia, Al, M5s, Mdp e Sinistra italiana sono arrivati gli unici pareri contrari alla riforma di legge che non costringerà l'Mdp a raccogliere le firme per presentare le liste alle prossime elezioni politiche avendo costituito i suoi gruppi parlamentari prima del 15 aprile 2017. Più facile anche l'autenticazione delle firme grazie al coinvolgimento degli avvocati cassazionisti.