Pesticidi: 75% del miele nel mondo è contaminato da neonicotinoidi

Pesticidi: 75% del miele nel mondo è contaminato da neonicotinoidi

Ora uno studio pubblicato su Science dimostra che il problema non è confinato soltanto a Europa e Nord America, dove il dibattito sul bando di queste sostanze è acceso da anni, ma ha ormai raggiunto una scala globale: tre quarti del miele mondiale risulta contaminato con almeno uno di questi pesticidi, che spesso ricorrono anche in combinazione.

È il risultato di uno studio effettuato tra il 2015 e il 2016 da un team di ricercatori svizzeri che ha esaminato 198 campioni di miele provenienti da tutto il mondo sul contenuto di neonicotinoidi.

Dunque, il miele, alimento perfetto per difenderci proprio dall'esposizione ai pesticidi risulterebbe oggi quasi del tutto contaminato da essi e anche associato a patologie metaboliche, endocrine, neurogenerative e ai tumori tanto che in Francia è entrato in vigore un decreto che definisce il morbo di Parkinson malattia professionale per gli agricoltori dopo aver accertato il nesso di causalità tra questa malattia e l'uso di pesticidi. In questo senso le api pèossono essere considerate sentinelle viventi della qualità dell'ambiente e i residui di pesticidi presenti nel miele usati come un indicatore del livello della contaminazione. I meno contaminati sono risultati i campioni del Sudamerica (57%). Una contaminazione che rappresenta un pericolo in primo luogo proprio per le api, insetti essenziali per la riproduzione delle piante e la sopravvivenza degli ecosistemi. Gli scienziati hanno analizzato, tramite test chimici, la presenza dei seguenti neonicotinoidi, acetamiprid, clotianidina, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam: nomi tecnici che indicano alcuni dei più comuni pesticidi. Inoltre il 30 per cento dei campioni esaminati conteneva un singolo neonicotinoide, il 45 per cento ne conteneva due o più, e il 10 per cento addirittura quattro o cinque. Andando ad analizzare la concentrazione degli insetticidi, i ricercatori hanno svelato che ben in un terzo dei casi - nel 34% del miele analizzato - si osservavano quantità di neonicotinoidi tali da indurre un danno o la morte delle api. Anche se le concentrazioni trovate in questo lavoro non sembrano al momento pericolose per la salute umana, concludono gli autori, servono ulteriori studi in merito, in quanto i neonicotinoidi potrebbero avere anche effetti sull'uomo, sul suo sistema immunitario e sulla crescita. Un elemento che, unito a quello del danno sulle api, potrebbe spingere a riconsiderare queste soglie europee, secondo gli autori, abbassandole. L'uso diffuso di neonicotinoidi e' stato gia' identificato, infatti, come un fattore chiave responsabile della 'crisi' delle api.