Papa Francesco: superare la subordinazione che ha segnato la storia delle donne

Papa Francesco: superare la subordinazione che ha segnato la storia delle donne

"NO ALLA NEGAZIONE DELLE DIFFERENZE DI GENERE" - "Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne vanno definitivamente abbandonate".

"Non si tratta semplicemente di pari opportunità o di riconoscimento reciproco". Parlarsi e allearsi "perché nessuno dei due, né l'uomo da solo, né la donna da sola, è in grado di assumersi questa responsabilità".

Francesco, però, non si è scagliato in toto contro il mondo del digitale, definito dallo stesso "il frutto di uno straordinario impegno della scienza e della tecnica, che ha trasformato in pochi decenni il nostro ambiente di vita e il nostro modo di comunicare e di vivere, e sta trasformando in un certo senso il nostro stesso modo di pensare e di essere, influendo in profondità sulla percezione delle nostre possibilità e della nostra identità".

Per il Pontefice, "insomma, è una vera e propria rivoluzione culturale quella che sta all'orizzonte della storia di questo tempo. Insieme uomini e donne sono stati creati, nella loro differenza benedetta; insieme hanno peccato, per la loro presunzione di sostituirsi a Dio; insieme, con la grazia di Cristo, ritornano al cospetto di Dio, per onorare la cura del mondo e della storia che Egli ha loro affidato".

Su Internet "dilagano fenomeni gravissimi: la diffusione di immagini pornografiche sempre più estreme perché con l'assuefazione si alza la soglia di stimolazione" ha denunciato Papa Francesco. Poi ha elencato, ed è la prima volta che ciò avviene in un discorso papale, "il crescente fenomeno del sexting fra i giovani e le ragazze che usano i social media; il bullismo che si esprime sempre più online ed è vera violenza morale e fisica contro la dignità degli altri giovani; la sextortion; l'adescamento dei minori a scopo sessuale tramite la rete è ormai un fatto di cui le cronache parlano continuamente; per arrivare fino ai crimini più gravi e spaventosi dell'organizzazione online del traffico delle persone, della prostituzione, perfino dell'ordinazione e della visione in diretta di stupri e violenze su minori commessi in altre parti del mondo". In tale prospettiva, si tratta anzitutto di riconoscere onestamente i ritardi e le mancanze. E come sono considerati da chi, in diversi modi, ha potere sulla rete?", è l'appello del Papa, secondo cui "dobbiamo avere gli occhi aperti e non nasconderci una verità che è spiacevole e non vorremmo vedere. Da qui il monito: "Occorre raccogliere la sfida posta dalla intimidazione esercitata nei confronti della generazione della vita umana, quasi fosse una mortificazione della donna e una minaccia per il benessere collettivo".

"Invece di contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale, che mortificano la sua irriducibile valenza per la dignità umana - aggiunge il Pontefice - si vuole cancellare di fatto tale differenza, proponendo tecniche e pratiche che la rendano irrilevante per lo sviluppo della persona e per le relazioni umane". Tutto ciò che in esse è delicato e fragile, vulnerabile e corruttibile, non è una faccenda che debba riguardare esclusivamente la medicina e il benessere. Non lo trasmetterà ai figli piccoli, non lo riconoscerà nei genitori anziani.