Origine del pomodoro obbligatoria in etichetta: conserve e sughi più "trasparenti"

Origine del pomodoro obbligatoria in etichetta: conserve e sughi più

Arriva in Italia l'obbligo di indicare l'origine dei derivati del pomodoro, a pochi giorni da quello del grano per la pasta che ha fatto insorgere i pastai italiani. Intanto il ministro Martina ha replicato oggi al ricorso presso il Tar del Lazio presentato da Aidepi-Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta italiane contro l'etichettatura del grano: "Trovo veramente sbagliato - ha detto il ministro - che un pezzo dell'industria italiana produca non innovazione ma conservazione in questo modo".

Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda hanno firmato il decreto interministeriale che introduce l'obbligo di indicare dove viene coltivato il pomodoro e dove viene trasformato, anche sulle etichette dei derivati.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

"Il tema della trasparenza delle informazioni al consumatore è un punto cruciale per il modello di sistema produttivo che vogliamo sostenere". È prevista una fase per l'adeguamento delle aziende al nuovo sistema e per lo smaltimento completo delle etichette e delle confezioni già prodotte. "Nel settore del pomodoro da industria sono impegnati in Italia oltre 8 mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10 mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro".

"Ad oggi - sottolinea la Coldiretti - l'obbligo di indicare la provenienza è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati. Un fiume che viene poi spacciato nel mondo come tricolore in concentrati e sughi".

Oltre l'82% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per i derivati del pomodoro.

Un'esigenza anche dinanzi a rischi alimentari - spiega la Coldiretti - in una situazione in cui sono stati 2.925 gli allarmi scattati nell'Unione Europea con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall'India (194). "I consumatori, al contrario, hanno pieno diritto di sapere cosa mangiano perché l'origine dei prodotti modifica le scelte economiche degli utenti" conclude Rienzi.