Ocse: in Italia pochi laureati e con scarse competenze

Ocse: in Italia pochi laureati e con scarse competenze

Non finisce qui: "Sorprendentemente, malgrado i bassi livelli di competenze che caratterizzano il Paese, si osservano numerosi casi in cui i lavoratori hanno competenze superiori rispetto a quelle richieste dalla loro mansione, cosa che riflette la bassa domanda di competenze in Italia". L'Ocse sottolinea "la variazione significativa nella performance degli studenti all'interno del Paese, con le regioni del sud che restano molto indietro rispetto alle altre". Il 17,7% dei lavoratori italiani possiede infatti più competenze rispetto a quelle necessarie per svolgere le proprie mansioni, mentre il 18% della forza lavoro è sovra-qualificata. "Attualmente l'Italia è intrappolata in un 'low-skills equilibrium´, un basso livello di competenze generalizzato: una situazione in cui la scarsa offerta di competenze è accompagnata da una debole domanda da parte delle imprese".

D'altra parte la modesta performance delle compoetenze ha contribuito al ristagno economico dell'Italia; migliorare questa performance sarà, dunque, cruciale per favorire una crescita che sia sostenibile e inclusiva in tutto il territorio nazionale. Quindi in più di un caso su tre percorsi d'istruzione e professionali non si parlano. Le carenze si ritrovano anche tra laureati e importanti riforme attuate nell'ultimo decennio, che pure l'Ocse giudica "importanti" richiederanno tempo per concretizzarsi in qualifiche più alte.

"Le competenze devono essere al centro di una strategia di lungo termine per un paese maturo come l'Italia", ha replicato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, assicurando che questa tematica è fondamentale "per la costruzione del programma della prossima legislatura". E a creare questa stagnazione è il deficit nelle competenze inadeguate per la competitività del mercato del lavoro. "Il livello dei salari in Italia è spesso correlato all'età e all'esperienza del lavoratore piuttosto che alla performance individuale, caratteristica che disincentiva nei dipendenti un uso intensivo delle competenze sul posto di lavoro". "Il divario della performance in Pisa tra gli studenti della provincia autonoma di Bolzano e quelli della Campania equivale a più di un anno scolastico", si legge ancora nel rapporto dell'Ocse. Secondo quanto spiega l'Ocse, gli ultimi governi hanno introdotto una serie di riforme "che vanno nella giusta direzione ma occorre applicarle" in maniera più efficace.

L'Ocse nel rapporto sottolinea che i laureati italiani hanno, in media, un tasso più basso di competenze in lettura e matematica rispetto agli altri 29 Paesi presenti nella classifica, guadagnando solo il 26° posto.

L'aumento dei posti di lavoro e il ruolo del Jobs Act. "Questo - dice l'Ocse - genera un circolo vizioso". "Dato preoccupante, molte donne non sono neanche alla ricerca di un posto di lavoro, ciò fa sì che l'Italia faccia registrare il terzo tasso di inattività più alto" nell'area che conta 35 stati industrializzati. Inoltre, la percezione delle donne come "principali assistenti familiari", non aiuta di certo il loro insediamento nel mercato del lavoro. In altre parole gli italiani non sono preparati e alle società del mondo del lavoro pare andar bene così. "Per esempio, le donne scelgono spesso specializzazioni universitarie che - si fa notare - non sono molto richieste dal mercato del lavoro e che rendono loro difficile trovare un'occupazione dopo la laurea". Lo spiega L'Istituto di statistica nella nota mensile sull'andamento della nostra economia.