Legge elettorale, Napolitano: ''Voto sì, ma su Gentiloni improprie pressioni''

Legge elettorale, Napolitano: ''Voto sì, ma su Gentiloni improprie pressioni''

Lo dice anche l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "L'approvazione del Parlamento di una legge elettorale era divenuta urgente e nessuno più di me la poteva auspicare, anche se dovremmo essere consapevoli dell'anomalia di troppi, frequenti cambiamenti in Italia di una disciplina che dovrebbe essere ed è generalmente in Europa, costante per lungo periodo, e non essere rivista alla vigilia delle elezioni politiche generali". La scelta, ovviamente, è stata molto divisiva e ha provocato l'uscita definitiva dalla maggioranza del gruppo di MdP (composto da 16 senatori) e il dissenso di altri 5 senatori del Partito Democratico.

Sono ripresi i lavori sulla legge elettorale. Napolitano ha giudicato "singolare e improprio il far pesare sul premier la responsabilità di una fiducia che garantisse l'intangibilità di una proposta condivisa". Insomma, in sintesi, Napolitano ha puntato il dito contro il metodo utilizzato dal Pd (e dagli altri partiti) per portare in Aula questa legge elettorale sulla cui durata nel tempo, tra l'altro, l'ex presidente della Repubblica ha avanzato dubbi.

"Mi pronuncio, con tutte le problematicità e le riserve che ho motivato, per la fiducia al governo Gentiloni, per salvaguardare il valore della stabilità, per consentire, anche in questo scorcio di legislatura, continuità dell'azione per le riforme". Quali sono le conseguenze della non emendabilità di una legge così delicata? "Davvero un non semplice tecnicismo".